Al teatro San Francesco de’ Geronimo “A’ recchie indre a’ busta”

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Lotteria milionaria con sequestro

Emanuele Mastrocinque prova a rifare il pienone con una “vincita” che potrebbe cambiare la vita. Memine, fortunato possessore del biglietto, deve difendersi dall’attacco di moglie, figli, parenti e gente di malaffare in cerca di soldi facili. Tutto passa attraverso un sequestro tutto da ridere.

“A’ recchie indre a’ busta”, storia divertente fra sequestro e minacce, è il titolo della nuova commedia scritta e diretta da Emanuele Mastrocinque in programma domenica 29 e lunedì 30 maggio al teatro San Francesco de’ Geronimo al quartiere Tamburi. Altra farsa tutta da ridere. Il recente successo de “U’ scorfane”, con due pienoni consecutivi, ha incoraggiato Mastrocinque a scrivere e portare in scena prima dell’estate un altro lavoro teatrale. Questa volta una trama all’apparenza complessa porterà a un finale pirotecnico.

Anche stavolta, come sempre, personaggi complicati, ma che si possono incontrare nella vita di tutti i giorni, magari con qualche tic in più, esasperato solo per amore di copione. Pure in quest’ultima storia, l’autore, attore e regista tamburino insieme con la sua compagnia teatrale “Terra rossa”, porta in scena quella che può sembra una normale storia di tutti i giorni con le esasperazioni che solo le mura di casa possono prima nascondere, poi fare esplodere. La gente non dovrebbe sapere nulla di una vincita milionaria conseguita con una lotteria, invece della serie “citte, citte mienz’a’ chiazze”, la storia si allarga a macchia d’olio, dal pianerottolo al condominio, dal vicinato all’intera città. Non solo.

Dunque, parenti stretti e gente di malaffare solo all’apparenza perbene, attenta a notizie che possono arricchire tutti tranne i poveri – come indicava una commedia Anni 70 – prova a succhiare il più possibile dai proventi di una vincita che cambia di colpo la vita a una famiglia che fino a quel momento non naviga nell’oro.

Memine, capofamiglia dal braccino corto colpito da improvvisa fortuna; Cungette, moglie dal forte temperamento; Carmelodde, femminista convinta; Faele, nonno novantenne dallo spirito giovanile; Felomene a’ cipodde, nonna col pallino della farmacia; Catàvete, sogna un’officina di lusso; Colìno aprirebbe una paninoteca tanto è affamato; Angelodde, una squilibrata ricoverata in una clinica psichiatrica, che trova complicità in un architetto moderno disposto a seguirla in progetti bizzarri. Infine, Ubaldo, presunto bancario, in realtà con una valigetta piena di “bidoni”, ultimo dei quali da rifilare alla famiglia di Memine.

“A’ recchie indre a’ busta” domenica 29 e lunedì 30 maggio al teatro San Fracesco de’ Geronimo, interpreti (e personaggi): Monica Di Fiore (Cungette), Marco Greco (Memine), Corinne Capriulo (Carmelodde), Pasquale Del Prete (Faele/giornalista), Salvatore Ferrari (Catavete), Fabiana Maraffa (Felomene a’ cipodde), Mimmo Greco (Colino), Stefano Turnone (poliziotto), Ilaria Romanazzi (Angelodde a’ paccie), Valentina De Pasquale (sequestratrice), Angelo Albano (architetto), Emanuele Mastrocinque (Ubaldo, direttore di banca). Info, 3890252861 (via Leopardi 60/E).

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