Altra bomba ecologica per Taranto e provincia: rifiuti radioattivi a Massafra

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E intanto i Verdi chiedono le dimissioni del dirigente all’Ambiente Dilonardo, mentre Cisa prima rassicura, poi smentisce di aver richiesto e ricevuto l’autorizzazione.

Sta sollevando un vero e proprio polverone la notizia diffusa da il “Quotidiano di Puglia” secondo cui la Cisa spa., società di gestione e trasformazione dei rifiuti, avrebbe ricevuto un’autorizzazione per il “confinamento temporaneo” di rifiuti radioattivi.

La Provincia di Taranto avrebbe infatti rilasciato un’Aia della durata di sedici anni per il conferimento in una discarica di proprietà della stessa Cisa, sita a Massafra, di rifiuti radioattivi o materiali venuti comunque a contatto con essi. La Cisa, inoltre, dovrà versare una garanzia finanziaria di 7 milioni di euro, “cifra che sarà impegnata fino a due anni dopo la validità del provvedimento”. La determina è stata firmata lo scorso 6 agosto dall’ingegner Martino Dilonardo, dirigente all’Ambiente della Provincia di Taranto, ma a quanto pare mancherebbe il parere del Comitato tecnico provinciale, non vincolante ma comunque obbligatorio, il quale non sarebbe arrivato in tempo per la firma della determina. Piovono le polemiche dal mondo della politica; l’assessore regionale al Turismo Gianni Liviano ha dichiarato di essere “lontanissimo da questi politici”, riferendosi al presidente della Provincia Tamburrano. Anche gli ambientalisti sono sul piede di guerra. I Verdi puntano il dito contro il conflitto di interessi “che si sarebbe potuto creare con la nomina di Dilonardo, in quanto lo stesso è il padre di uno dei soci di Antonio Albanese, titolare della Cisa spa” e chiedono le “immediate dimissioni del dirigente Dilonardo, e vista la delicatezza dei temi trattati, la sospensione della determina in oggetto, e un coinvolgimento in un tavolo tecnico di tutti i soggetti interessati alle problematiche ambientali”. Intanto la Cisa ha dapprima rassicurato i cittadini di Massafra circa i rischi derivanti dalla presenza di tali rifiuti e poi, attraverso i suoi rappresentanti legali, ha diramato una nota stampa in cui smentisce di aver ricevuto l’autorizzazione dalla Provincia. Cisa spa, si legge nella nota, “non ha mai richiesto (e quindi ricevuto) alcuna autorizzazione alla ricezione di rifiuti radioattivi, che mai potrebbero essere accolti volontariamente in un impianto come quello presente a Massafra”; la società, dunque, smorza i toni additando “alcuni organi di stampa, che evidentemente hanno reso un cattivo servizio di informazione”.

Il caso presenta certamente alcune contraddizioni, ma se tutto diventasse realtà sarebbe senz’altro un’altra bomba ecologica che la già martoriata Taranto (e provincia) non meriterebbe (ricordiamo inoltre il caso Cemerad a Statte). Per la serie “non ci facciamo mancare niente”.

Ciro Elia

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