Angelo Bonelli contro lo Stato e Nichi Vendola

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Davanti l’ennesima “fumata nera” della Procura di Taranto, in merito alla questione Ilva, lo stato si è fatto trovare impreparato. Nessuna alternativa o un piano “B” come ricorda Angelo Bonelli che sabato mattina, in conferenza stampa, ha criticato i comportamenti dei rappresentati dello stato, a sua avviso, ancora una volta assenti nel prospettare un compromesso valido per risollevare le sorti occupazionale ed ambientali di questo territorio. Accompagnato da Nino Carbotti e dalla pediatra Anna Maria Moschetti (rispettivamente presidente e garante di Taranto Respira), il leader dei Verdi ha spiegato come sono stati suddivisi i 336 milioni di euro  (finanziati dal decreto legge approvato lo scorso agosto per lavori di bonifica dello stabilimento siderurgico, Mar Piccolo e zona Tamburi ) e notificato che, sino ad oggi, di quella somma se n’è utilizzata solo il 40%:“ ci vorrebbe una sorta di Norimberga, un tribunale contro i crimini ambientali. Questo governo ha violato la Costituzione per ben 17 volte, ha dichiarato Bonelli , che prosegue: con il decreto di agosto 2012, dei 119 milioni di euro promessi, nemmeno 1 è stato utilizzato sino ad oggi. Sono solo impegnati a garantire una produzione che inquina. Bisogna cambiare avviando le bonifiche e sequestrando i patrimoni dei Riva, a partire dalla quota azionaria dell’Alitalia”. Il parlamentare e consigliere comunale di opposizione da un lato si domanda chi e come utilizzerà parte di questi soldi e, dall’altra propone che le risorse ricavate dalla vendita dei prodotti del siderurgico di Taranto (premesso il consenso favorevole della Procura di Taranto) vengano gestite da commissari giudiziari designati dalla Procura stessa e non da dirigenti Ilva:“sarebbe utile nominare un commissario d’inchiesta (non parlamentare) competente nella lettura di atti, capace di acquisire materiale dalle amministrazioni e che possegga una responsabilità politica e civile”. Ma dalla diatriba Angelo Bonelli passa alle accuse. Nel mirino il ministro Clini incapace, secondo quest’ultimo, di rivestire l’incarico parlamentare: “è inaccettabile che non esista un piano B, se non è in grado di ipotizzare delle alternative è il caso che si dimetta e vada via”. L’alternativa per il leader dei Verdi sta nella riconversione industriale e nell’applicazione dell’area No TAX: “ in altri paesi questo metodo è stato già avviato con ottimi risultati. Taranto può diventare una città modello per l’Europa. Certo  la NO TAX, afferma il politico ecologista, costerebbe allo stato una decina di milioni di euro, ma ne farebbe intascare oltre il doppio grazie al profitto economico. Un sistema utile ad aprire un nuovo capitolo per l’occupazione”. Quasi uno sfogo quello del parlamentare che punta l’indice anche su Nichi Vendola: “il governatore della regione Puglia, afferma Bonelli, con le autorizzazioni concesse a Cementir, Tempa Rossa ed Eni, ha contribuito a penalizzare un paese già aspramente provato dal dramma sanitario ed ambientale. Scelte, prosegue, che dimostrano una mancata responsabilità politica e morale”. Insomma, per il leader dei Verdi, a Taranto si continua a commettere un vero è proprio “crimine” non solo verso la città ma anche verso un’umanità indifesa e vittima di una guerra di interessi.

Katia Impellicceri

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