Arrestati con l’accusa di tentato omicidio. Possibile ritorsione per l’omicidio Galeandro.

0
1491
  1. Questa mattina sono stati tratti in arresto con l’accusa di tentato omicidio e detenzione abusiva di arma da sparo, Angelo Galeandro e il figlio Alberto Galeandro, entrambi di Pulsano. L’arresto è avvenuto per ordinanza della Procura di Taranto, emessa dal Gip Dr. Giuseppe Tommasino, su richiesta del P.M. Dr.ssa Antonella De Luca.

Dopo le formalità di rito sono stati condotti nel carcere di Taranto, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

A seguito delle indagini condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Taranto e Manduria, dopo denuncia presentata in data 23 marzo dal 33enne, stretto congiunto di un detenuto per l’omicidio di Francesco Galeandro, consumato il 22 luglio 2016 – figlio e fratello dei due uomini arrestati questa mattina – è stato possibile ricostruire i fatti oggetto di denuncia, grazie anche all’ausilio delle videocamere di sorveglianza.

I due uomini, secondo la ricostruzione, avrebbero raggiunto in auto il 33enne, nell’azienda edile presso cui lavorava.  Alberto, sceso dall’auto, gli avrebbe puntato la pistola contro, e quest’ultimo – come confermato dalle telecamere di sorveglianza – grazie al sopraggiungere del titolare della ditta e approfittando di un attimo di distrazione, riusciva a svincolarsi, prima gettandosi a terra e nascondendosi dietro alcuni blocchi di cemento, poi fuggendo nei campi adiacenti, e riuscendo a sfuggire quindi agli attentatori che, sorpresi dalla sua repentina reazione, decidevano di rientrare in macchina ed allontanarsi. Alberto, a quel punto, richiamato dal padre Angelo, che lo avvertiva del possibile arrivo dei Carabinieri, si sarebbe dileguato.

Il movente di questa azione sarebbe per gli inquirenti la ritorsione per l’omicidio di Francesco Galeandro.

L’uomo, nel luglio 2016, venne colpito da una raffica di colpi di pistola a bordo della sua Smart, mentre rientrava nella sua villa alla periferia di Pulsano. Dapprima cercò di fuggire a piedi, ma poi venne raggiunto e colpito alle spalle. Morì immediatamente, prima che potessero arrivare i soccorsi.

L’omicidio si configurava, secondo gli inquirenti, come una guerra tra clan nella spartizione del territorio pulsanese per lo spaccio di droga.

In quell’occasione furono arrestati: Vito Nicola Mandrillo, con l’accusa di essere l’esecutore materiale del delitto; Maurizio Agosta, accusato di essere il mandante; Giovanni Pernorio, accusato di favoreggiamento e custodia delle armi usate durante l’omicidio di Francesco Galeandro.

La risposta all’omicidio di Galeandro arrivò dopo meno di due mesi, con il tentato omicidio di Maurizio Agosta e suo nipote Francesco. Agguato che indusse Maurizio Agosta a tradirsi durante una chiamata intercettata dai Carabinieri, e in cui parlando di vendicare l’azione subita, ammetteva la sua partecipazione all’omicidio Galeandro.

Una vera lotta tra clan e un organizzazione che pare avesse come unico obiettivo quello di uccidere l’uomo, e che ha condotto, nel marzo 2017, all’arresto di 6 persone ritenute responsabili a vario titolo di concorso in omicidio.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here