Arrestato a Londra Fabio Riva?

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Come largamente previsto il GIP ha confermato il sequestro della produzione ILVA. Ancora ieri il presidente Ferrante, accogliendo l’idea del lodo Vendola, si era detto disponibile ad impiegare il ricavato della vendita per il pagamento degli stipendi e per avviare le bonifiche (c’è da chiedersi in alternativa cosa ne avrebbe fatto?). Ma, si sa, la Procura non tratta; indaga e assume provvedimenti. E allora spetta alla politica e alle istituzioni trovare le soluzioni. Finora il governo, sostanzialmente sostenuto dalle istituzioni locali e dalle forze sociali ha operato su due fronti: a)con la concessione della nuova AIA ha posto le basi per avviare quel complesso e lungo processo di ambientalizzazione del siderurgico; b)con il decreto ribattezzato “salva Ilva” ha tentato di porre rimedio ai provvedimenti della Magistratura. Stando ai fatti entrambi i tentativi al momento non ha prodotto i risultati sperati. E’ quindi ora di cambiare strategia. La Magistratura prosegua nel suo lavoro e non sia oggetto né di applausi né di dissenso. E’ un potere indipendente che svolge al meglio la propria funzione. Altre devono essere le direzioni da intraprendere. Lo abbiamo ripetuto più volte; occorre far partire subito bonifiche e ammodernamento degli impianti. Se Riva non può farlo lasci l’azienda chi è in grado di farlo. Poi lo Stato risarcisca seriamente il territorio, non con la “concessione” di qualche immobile fatiscente, ma incentivando l’insediamento di nuove attività imprenditoriali alternative alla grande industria.  Qualche anno di no tax area ed esenzione anche per i cittadini. Intanto l’Ilva fa sapere che: “Il Presidente dell’Ilva Bruno Ferrante ha presentato questa mattina un’istanza alla Procura della Repubblica di Taranto con la quale chiede la revoca del provvedimento di sequestro preventivo disposto in data 22 novembre 2012, con l’impegno di destinare le somme ricavate dalla commercializzazione del prodotto sequestrato alle opere di ambientalizzazione previste dall’Aia, alla remunerazione delle maestranze e a quanto altro necessario per la sopravvivenza dell’azienda. Il Garante nominato dal Governo per l’attuazione dell’Aia avrà a disposizione i più ampi poteri per verificare il rispetto degli impegni da parte dell’azienda.”  Da Tg nazionali invece giunge  la notizia, non ancora confermata, del possibile arresto a Londra di Fabio Riva. Una notizia che soddisfa quanti chiedono la rigorosa applicazione delle leggi, valide per tutti nessuno escluso, ma che nei fatti non modificherà lo stato di tensione che interessa in questi giorni i dipendenti della grande industria.

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