Asili nido – Forse l’assessore ha dimenticato i riconfermati

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L’assessore ha sottolineato solo il numero delle nuove richieste. I dati da lui forniti
sono parziali

Per quanto l’assessore Ianne si sforzi di fare apparire, nell’articolo pubblicato dalla stampa locale nei giorni scorsi, i suoi dati (relativi alle graduatorie degli aspiranti alle iscrizioni negli asili nido comunali) diversi, da quelli presentati in precedenza dal comitato “ io amo gli asili nido comunali di Taranto”, non ci riesce. D’altra parte non potrebbe essere altrimenti, visto che i dati si riferiscono a una stessa fonte.
Solo che l’Assessore Ianne, per dare più risalto a quello che vuole sostenere, ha preso solo una parte dei dati, quella delle 205 famiglie richiedenti la nuova iscrizione, tralasciando il dato dei riconfermati. I riconfermati, com’è scritto nell’articolo, ma non nel titolo (che è purtroppo la parte che si legge di più) sono in tutto 108, e vanno aggiunti al numero dei nuovi iscritti, per complessive 313 domande di iscrizione.
Ma quello che avevamo voluto mettere in evidenza, e l’Assessore si è guardato bene dal tornarci su, è che la quantità di domande pervenute, e la loro distribuzione nelle diverse sedi avevano smentito da un lato le previsioni, e dall’altro l’opportunità di alcune scelte di politica dei servizi, operate dall’amministrazione comunale nel suo splendido isolamento. Scelte, peraltro, non supportate minimamente da un’analisi dei bisogni espressi dal tessuto sociale.
Infatti, i due asili nido che l’Amministrazione Comunale aveva pensato di chiudere, sono risultati fra quelli che hanno ricevuto più domande di iscrizione. Il Magicondo al secondo posto – sugli otto attualmente funzionanti – con 57 domande di iscrizione (di cui riconfermati n. 13) complessivamente ricevute; al quarto posto lo Zero-tre, con 54 (di cui riconfermati n. 20).
I servizi dati in gestione (vedremo in seguito quali) da attivare con finanziamenti PAC, proposti strategicamente all’utenza, in cambio della chiusura di due nidi comunali, hanno ricevuto, invece, pochissime domande di fruizione.
Ci stiamo riferendo all’offerto servizio di prolungamento dell’orario sino alle 18.30, che già era stato annunciato nel bando di iscrizioni per quattro sedi, richiesto in realtà complessivamente solo da una ventina (sui 313) di richiedenti l’iscrizione. Per questo servizio, in ciascuno dei 4 asili l’amm.ne aveva pensato ad un organico composto da 3 educatrici, un ausiliario, un cuoco ed un amministrativo.
Lo stesso dicasi per il progetto delle fragilità, basato sull’ assunzione (sempre attraverso i progetti finanziati con i PAC) di un educatore professionale per ciascuna delle otto strutture. In realtà come risulta dalle graduatorie sono state presentate soltanto due domande di iscrizione per bambini diversamente abili.
Clamorosa poi la sorte toccata all’asilo nido ex comunale Baby Club, rimasto inutilizzato per qualche anno, dato in gestione a privati (sempre con finanziamenti PAC) a cominciare dallo scorso aprile. Il Baby Club, che è apparso come una meteora nel bando comunale per la raccolta delle iscrizioni, è poi sparito al momento della pubblicazione delle graduatorie delle domande di iscrizione raccolte. Pare che le domande siano state tanto poche, che la Direzione competente ha ritenuto inutile farne una graduatoria. Ricordiamo alla Direzione che le regole della trasparenza e del controllo democratico sugli atti della Pubblica Amministrazione, non prevedono questi percorsi per così dire “discrezionali”, e chiediamo ufficialmente che venga pubblicata la graduatoria con le domande presentate per l’iscrizione al Baby Club alla data del 30 giugno. Cioè la stessa scadenza prevista per gli asili nido comunali
Ma soprattutto ci chiediamo come mai l’Assessore Ianne, così attento a far l’esame delle domande pervenute agli asili nido comunali, non lo sia altrettanto per i servizi che l’amministrazione ha deciso di privatizzare (impegnando finanziamenti pubblici).
A proposito poi degli strani impedimenti che l’Assessore adduce di fronte alla proposta di riaprire il bando di iscrizioni, per alcuni asili nido comunali, che hanno avuto (per motivi che andrebbero approfonditi e di cui il Comune dovrebbe farsi carico) meno domande, rispetto alla capacità di accoglimento, vogliamo tranquillizzarlo, facendogli sapere che la eventuale riapertura del bando, (prassi consolidata presso molte amministrazioni comunali) non impedirebbe affatto la normale ripresa delle attività, nelle strutture interessate, con i bambini nuovi iscritti e riconfermati.
Ci aspettiamo comunque che, al riguardo, lo stesso regime di trasparenza riservato ai nidi comunali, sia applicato al nido affidato in gestione.

A parte queste considerazioni, riteniamo che la partita dei servizi comunali per l’infanzia sia una partita troppo importante per il benessere e il futuro di una comunità, da essere giocata sterilmente fra posizioni contrapposte.
L’esperienza dovrebbe aver insegnato:
– che noi genitori preferiamo i servizi comunali per l’infanzia, per aspetti di qualità e di stabilità, che i privati non possono assicurare;
– che non si possono progettare i servizi, senza una preliminare, attenta analisi dei bisogni espressi dal tessuto sociale;
– che i finanziamenti pubblici previsti dai PAC vanno utilizzati (almeno quelli futuri) non per sostituire i servizi comunali esistenti, ma per integrarli e rinnovarli.

Tenuto conto del vero problema degli asili nido comunali della nostra città che sta nella carenza di personale (con particolare riferimento alle educatrici e ai cuochi), chiediamo all’amministrazione di rivolgere una maggiore attenzione alle opportunità che si stanno aprendo con il decreto legge 113 del 3 giugno 2016 (misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali), così detto “enti locali”, e ai decreti che stanno per arrivare relativi alla legge 107/15. Ma, in particolare, chiediamo alla Direzione Pubblica Istruzione e cultura di impegnarsi, nell’immediato, per tutti gli adempimenti preliminari di competenza, necessari alla Direzione Risorse Umane, per assumere le educatrici direttamente, con contratti a tempo determinato di formazione e lavoro. Strada, questa, che stanno perseguendo molte altre amministrazioni per tenere in vita i servizi comunali.
A livello di più ampio respiro riteniamo che nell’elaborazione di un progetto per il futuro dei servizi comunali per l’infanzia l’amministrazione non possa più continuare a sottrarsi, come ha fatto sino ad ora, all’idea di un confronto con le famiglie, e i comitati che le rappresentano, ma anche (ovviamente) con gli operatori, e i loro rappresentanti sindacali.
Il progetto che vorremmo prevede:
– più partecipazione delle famiglie;
– introduzione di orari più flessibili di fruizione del servizio;
– coordinamento pedagogico dei servizi;
– aggiornamento permanente in servizio di tutti gli operatori;
– rinnovo degli arredi e riqualificazione degli spazi;
– creazione di strutture ecocompatibili;
– riqualificazione degli spazi esterni a verde (magari, quelli sì, dati in gestione).

Come comitato “io amo gli asili nido comunali di Taranto”, annunciamo anche di essere stati i promotori della formazione di una rete, costituita da analoghe organizzazioni che sono nate su tutto il territorio nazionale (anche nel centro-nord), con lo stesso obiettivo: difendere i servizi comunali per l’infanzia.
Cogliamo l’occasione per invitare tutti coloro che desiderano contribuire ad una maggiore diffusione di una cultura dei servizi educativi per l’infanzia pubblici, ad iscriversi al gruppo fb “Comitato nazionale genitori nidi Italia”.

    Il comitato “Io amo gli asili nido comunali di Taranto”

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