Asili nido: polemica inarrestabile

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COMUNICATO STAMPA

ASILI NIDO COMUNALI, IL COMITATO: IL SINDACO CONTINUA LA FARSA. MANCA
IL PERSONALE, NON GLI ISCRITTI

Il sindaco rilascia un’intervista ad un portale bolognese e racconta la sua verità in merito alla questione nidi (http://bolognanidi.blogspot.it/2016/06/taranto-e-i-suoi-nidi-parola-al-sindaco.html?m=1). Un frullato di parole inutili e concetti che si contraddicono. Andrebbe smentita frase dopo frase e soprattutto andrebbe ricordato al primo cittadino che ci sono documenti che testimoniano gli incontri con assessore e dirigente e più di un testimone che ha letto e sentito pronunciare la parola “chiusura”. Quindi non un pettegolezzo o una fuga di notizie sbagliate. Ma forse il dott. Stefàno ritiene di avere a che fare con persone che dimenticano o che gettano la spugna facilmente. Niente di più sbagliato.
A leggere fra le righe (e neanche troppo) delle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco e dall’assessore al ramo sull’ipotesi di chiusura di due asili nido comunali, ma anche a giudicare dalle modalità (inedite, discutibili e con riserva) con cui la direzione ha pubblicato il bando per le iscrizioni (che resta aperto sino al giorno 30 di giugno), si direbbe che tutti insieme vogliano scoraggiare il più possibile i potenziali utenti a presentare le domande.
Questo in modo da prefigurare uno scenario condivisibile, per mettere in atto il loro proposito di ridurre i servizi comunali per l’infanzia, a favore di quelli dati in affidamento (con i finanziamenti PAC).
“Se non ci saranno iscrizioni, saremo costretti a chiudere”: questa una delle dichiaraioni del Sindaco.
Viene immediatamente da considerare come siano cambiati profondamente i tempi, rispetto a 34 anni fa, quando era Sindaco Cannata . Ideò e realizzò un progetto per l’apertura di 14 asili nido comunali a Taranto, non sapendo in anticipo se quegli asili nido si sarebbero riempiti di bambini. Nella città non c’era ancora una cultura dei servizi per l’infanzia. Anzi vigevano vecchi stereotipi in base ai quali sarebbe preferibile per i bambini piccoli crescere in casa con la mamma e/o i nonni, e per le donne, di conseguenza, badare alla famiglia, piuttosto che andare a lavorare.
Ma il Sindaco di allora, volle fare una scommessa. Una scommessa di progresso e di civiltà, sapendo di fare un investimento per il futuro.

La posizione si ribalta col Sindaco e gli amministratori di oggi. Usano pretestuosamente argomenti legati genericamente ad un presunto calo della natalità, ad un conseguente calo degli iscritti come motivazione della loro scelta di ridurre i servizi comunali per l’infanzia.
Li usano perchè solo così possono rendere comprensibile di fronte alla cittadinanza il gesto che, altrimenti, potrebbe apparire insensato, visto l’apprezzamento che le famiglie tarantine hanno sempre manifestato per questi servizi.
Li usano, anche perchè, altrimenti dovrebbero onestamente dichiarare il fallimento delle scelte e del modo di lavorare della loro amministrazione.
E’ precisa responsabilità dell’amministrazione, infatti, se oggi gli asili nido sono in difficoltà per carenza di personale. Carenza di personale, dunque, non calo di iscrizioni.
Quello che ha portato nell’anno scolastico che si sta concludendo a registrare un calo delle iscrizioni non è legato ad un calo delle domande di iscrizione.
In ogni struttura comunale (come risulta dalle graduatorie degli iscritti pubblicate nello scorso settembre 2015) sono eccedenti le domande di iscrizione presentate dall’utenza, rispetto alle possibilità di accoglimento.
Le possibilità di accoglimento da parte di ciascuna struttura, sono legate alla capacità ricettiva (max 48 bambini), ma soprattutto al numero di educatrici in dotazione organica. Dato il rapporto medio 1/6 educatrice/bambino previsto dal CCNL, è evidente che se ad una struttura sono assegnate 8 educatrici, quella struttura potrà accogliere il numero massimo consentito di 48 bambini. Ma se ad altra struttura vengono assegnate 4 educatrici, questa non potrà accogliere più di 24 bambini.
Il rapporto medio si abbassa notevolmente nel caso di inserimento di bambini con diverse abilità, fino ad arrivare ad 1/1 nei casi di estrema gravità.
Gli asili nido comunali di Taranto, nello scorso hanno, come nei precedenti, hanno accolto mediamente almeno un bambino in difficoltà per struttura.
Ma la Direzione pubblica Istruzione sa benissimo che il calo del numero di iscritti (non di richiedenti l’iscrizione), di questo anno scolastico , rispetto al precedente, è stato il risultato della contrazione del numero di educatrici (uscite a vario titolo dal servizio) passate da 57 a 52, e dalla conclusione dei progetti (finanziati dalla Regione) per la realizzazione di servizi integrativi agli asili nido.
Grazie a questi progetti gli asili nido, infatti, nei due anni scolastici precedenti a questo che sta per concludersi avevano potuto trarre il beneficio di avere più educatrici in servizio. Almeno una in più mediamente per ogni struttura.
A proposito dei dati sulla natalità (anche questi vengono usati pretestuosamente perchè non c’entrano niente o quasi col presunto calo di iscritti, se consideriamo che la capacità di copertura del nostro servizio è solo del 8,6%) si vedano di conseguenza gli inviti dell’UE e la filosofia dei PAC).
La popolazione di bambini da zero a tre anni in città (non sono ammessi infatti solo i bambini nati nell’anno, ma anche quelli dei due anni precedenti) ammonta a circa 4650 unità.
.Se è vero che la natalità nell’anno 2015 ha avuto un lieve calo rispetto al 2014, si deve anche considerare che invece l’anno 2014, rispetto al 2013, aveva fatto registrare un incremento.
L’argomento vero è questo:
Con una capacità ricettiva pari a 400 delle otto strutture comunali (ma con 50 educatrici in servizio si deve parlare di possibilità di accoglimento massimo di 300 bambini, non 400) attualmente si arriva a una capacità di copertura inferiore al 9%.
Questo per dire che allo stato attuale e in una prospettiva di lungo periodo non si rischia certo di avere gli asili nido vuoti per mancanza di bambini da 0 a 3 anni in città.

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