Atalanta, operazione antipirateria: rientrata a Taranto la Zeffiro

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Nella giornata di giovedì, dopo 5 mesi di navigazione, è rientrata a Taranto la nave Zeffiro. La Fregata Lanciamissili, che conta un equipaggio di quasi 230 uomini, è stata accolta da una folla entusiasta e felice per il ricongiungimento con i propri cari avendo portato a termine il proprio impegno nell’operazione navale dell’Unione Europea denominata Atalanta con l’obiettivo di prevenire e reprimere gli atti di pirateria marittima lungo le coste della Somalia. Operando in una zona che comprende il Golfo di Aden, il Corno d’Africa e l’Oceano Indiano fino alle Isole Seychelles, il compito delle navi dell’Unione Europea consiste nel proteggere le navi mercantili che transitano da e per il Mar Rosso ed in particolare scortare le navi mercantili del World Food Program, incaricate di consegnare aiuti alimentari in Somalia. Come è ben noto il commercio mondiale è ancora per il 95% su mare e, in particolare, gran parte riguarda la zona tra il Mar Rosso e il Canale di Suez. Le parole del Comandante in Capo della Squadra Navale Filippo Maria Foffi sottolineano con orgoglio i risultati ottenuti dalle missioni della Marina Militare Italiana: “in quasi 10 anni molte navi italiane si sono avvicendate in quei mari. Abbiamo frequentemente assunto il comando di operazioni anti-pirateria, sotto le bandiere dell’Europa e della Nato e i risultati si vedono. Come si può evincere dal fatto che nessuna nave italiana è stata coinvolta in atti di pirateria, la presenza di navi militari in quell’area ha abbattuto in maniera significativa il fenomeno della pirateria, segno che il lavoro di protezione è stato efficace”. Ultima delle unità della Classe Maestrale, la Zeffiro, entrata in servizio nel 1985 (quasi 30 anni fa): “ha resistito negli anni – ha specificato il Comandante Foffi – e nonostante condizioni ambientali difficilissime in quei mari, ha svolto egregiamente il suo lavoro”. Ma rivolgendo uno sguardo generale allo stato della Marina Militare Italiana, Foffi ha inoltre rivolto un appello: “la Marina ha bisogno di rinnovarsi. Ne è un esempio questa nave che ha svolto a ‘fine vita’ un lavoro che si richiede ad una nuova nave, lo strumento navale è arrivato ad una vetustà non più sostenibile. Per navi che entrano in servizio, ce ne sono altre che lasciano. L’Italia, che più di altri paesi e anche in zone di competenza non strettamente proprie, mette a disposizione tutto per operazioni umanitarie necessita di pattugliatori e fregate nuove che possono svolgere più compiti. La Marina, così come tutte le forze della Difesa, che sono assetti indispensabili, necessitano un rinnovamento”. Il Capitano di Fregata Marco Antoniazzi, ribadendo tutta la soddisfazione per una missione rivelatasi intensa e difficile per via delle condizioni atmosferiche legate alla stagione monsonica, ha specificato che: “in questi 5 mesi, durante i quali sono stati percorsi più di 31 mila miglie in quasi 3700 ore di moto, oltre alla scorta ai mercantili verso la Somalia si sono svolte altre sottomissioni (punto di riferimento per altri navi italiane o pronto soccorso)”. Soddisfatto per i dati fatti registrare nel 2013 con solo tre tentativi di attacchi di pirateria (non andati a buon fine), a fronte dei 176 del 2011 e dei 35 del 2012, il Capitano Antoniazzi: “l’azione funziona, grazie all’insieme di molti fattori, soprattutto per la presenza di navi militari. Ora la nave avrà un periodo di riposo, utile per fare opera di manutenzione e rimettere in sesto ciò che non era possibile in navigazione, per essere di nuovo pronti ad altre missioni”.

Adriano Conte

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