Cgil – Buon 25 aprile a tutti!

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25 APRILE

Intervento di Giuseppe Massafra, segretario generale CGIL Taranto

“Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”

Per noi le parole di Sandro Pertini, quella voce del 25 aprile di 71 anni fa, è il monito presente di una giornata, quella dedicata alla Festa della Liberazione, che anche a Taranto ha ancora il valore della Resistenza.

Perché le scelte che allora i nostri partigiani fecero verso il futuro dell’Italia, oggi sono affini alle scelte che tutto il paese, ma in particolar modo la provincia di Taranto dovranno compiere di fronte ad uno dei periodi più delicati della storia post-bellica di questa comunità.

Abbiamo consapevolezza della strategicità del momento tanto che questo Primo Maggio, CGIL, CISL e UIL torneranno insieme nella piazza, a porre nuovamente l’attenzione proprio sulle scelte che non possono essere compiute sulla pelle e sul destino di una intera popolazione che più di ogni “celebrazione” di massa ha bisogno di migliaia di piccoli e quotidiani confronti dove poter tornare a decidere consapevolmente.

Oggi, dunque, la Liberazione va celebrata così partendo dalla consapevolezza, dal costante impegno che non muove titoli di giornali, che non strappa copertine o testimonial roboanti, con “piccoli” partigiani che ogni giorno in ogni fabbrica, in ogni ufficio, in ogni contesto sociale siano in grado di fare scelte e porre un argine all’aggressione che i cittadini e i lavoratori stanno ricevendo.

Pertini diceva “arrendersi o perire”. Ebbene la CGIL, il sindacato, non si arrende e prova ancora a tenere assieme quella comunità considerando ogni vertenza di lavoro (da quella dell’ILVA, passando per i commessi dell’Auchan, fino al Porto, all’Arsenale, a Teleperformance, a Isola Verde, ad ogni operaio del manifatturierio, del terziario e delle campagne) un insieme che ha bisogno di colloquiare, interagire e sostenersi complessivamente, senza lasciare mai indietro nessuno. Prova ne è anche la campagna di raccolta firme a sostegno della proposta di legge per la Carta dei diritti universali del lavoro che abbiamo messo in atto in queste settimane.

Perché si possono e si devono risolvere i problemi ambientali, sociali ed economici di questa terra, ma non restando ancorati alla sterile polemica o in posizioni radicali e monolitiche destinate all’immobilismo, ma intercettando le opportunità di sviluppo e gestirle diversamente da come si è fatto in passato. Sostituendo le immorali ragioni del profitto con la promozione degli interessi collettivi e nel rispetto di ogni singolo uomo, operaio, casalinga, bambino, impiegato o pensionato.

E’ un investimento ideale, culturale, di ragione, prima che di euro o finanziamenti. Ed è il segno della Liberazione, forse il più importante, che auspicherei per la mia terra.

Buon 25 aprile a tutti!

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