Cito – “Tarantini: ascoltatemi”

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“Voglio dire quello che penso, interpretando il pensiero di tanti italiani e tarantini che non hanno voce. Viviamo anni di grande difficoltà economica e nessuno – scrive Cito – si occupa dei nostri connazionali che non hanno un tetto, che non hanno di che mangiare e crescere i propri figli. Va bene la solidarietà nei confronti degli immigrati, ma perché, afferma Cito, lo stesso trattamento non viene riservato agli indigenti italiani? È in costante crescita -prosegue Giancarlo Cito – la povertà nel nostro Paese e Taranto, lo sappiamo bene, sono anni che affonda sempre di più in una crisi economica e sociale senza fine. C’è però, dice Giancarlo Cito, qualcuno che trae vantaggi dalla presenza ed accoglienza degli immigrati che rimangono a Taranto. Ogni singolo immigrato, si legge, costa circa 37 euro al giorno. Se quei denari venissero dati ad una famiglia tarantina povera per fare la spesa, si sfamerebbero quattro e più persone ogni giorno. Basta con l’ipocrita solidarietà, il buonismo e il pietismo verso chi viene da fuori. Chi vuol fare del bene, lo faccia in modo disinteressato e soprattutto non si dimentichi dei propri vicini di casa. Ogni giorno, si legge nella lettera aperta di Cito ai tarantini – mi capita di incontrare giovani e purtroppo molti over 50 disperati, perché senza reddito e con famiglie da mantenere, uomini e donne che hanno perso il lavoro e non sanno come tirare avanti. Non sono aiutati da nessuna istituzione e provano rabbia all’idea che ci siano persone, che solo perché immigrate, possano contare su sostegni economici messi a disposizione addirittura dallo Stato o dall’UE. Non è sempre stato così per fortuna e sono tanti i tarantini che lo sanno bene, quelli che ricordano come si viveva ai tempi di Giancarlo Cito sindaco. Ebbene, conclude il leader di AT6, ho sempre dato molta importanza alla politica del welfare. Anziani, disagiati, ammalati, famiglie in difficoltà sono stati sempre una priorità della mia amministrazione, con interventi nei modi più opportuni e la risoluzione di casi anche molto complessi. Alle famiglie bisognose venivano date 500 mila lire al mese, ai portatori di handicap 1 milione di lire al mese e agli anziani impossibilitati ad uscire da casa, veniva portato il pranzo a domicilio. Tutto questo veniva fatto senza provocare buchi nelle casse del Comune, anzi. I bilanci dell’amministrazione Cito, si legge nella lettera dell’ex sindaco di Taranto, sono stati sempre con il segno più. Il primo anno il bilancio – afferma Cito – si chiuse con un attivo di 17 miliardi delle vecchie lire ed il secondo anno 7 miliardi di lire. Per non parlare di come Taranto, e fortunatamente molti cittadini hanno memoria lunga, era diventata, uno splendore, una città vivibile, per pulizia, sicurezza e tenore di vita degli abitanti. Dal dopo Cito, conclude la lettera, la storia la conoscete e lo stato di degrado della mia bellissima Città è purtroppo un fatto inconfutabile.”

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