“Divano d’Autore”: la musica si mette comoda e si racconta

0
351

L’autore ci parla del suo divano. Intervista a Franz Lenti, ideatore del talk show itinerante sulla musica pugliese (e non).

“I nomi della musica pugliese (e non) protagonisti di un concerto-intervista, per conoscere e approfondire il loro percorso artistico tra parole, suoni, pensieri, opere e omissioni”. I comunicati stampa ce lo presentano così; una frase che può dire tutto e il contrario di tutto su “Divano d’Autore”, il talk show partito lo scorso novembre, ideato e condotto dal giornalista, dj, musicista e operatore culturale Franz Lenti. Musica live e spettacolo nei locali pugliesi, in un format che esce dalle rigide convenzionalità di un concerto o di una intervista e dove può capitare davvero di tutto. Capita, stavolta, che sia Franz Lenti a parlarci di questo interessante progetto tra approfondimenti, retroscena ed esclusive anticipazioni. L’autore che parla del suo divano, insomma.

 Come è nato “Divano d’Autore”?

«Divano d’Autore è nato lo scorso novembre dopo che da un po’ di mesi avevo lasciato ilAmerigo Verardi giornalismo a Grottaglie. L’idea era quella di offrire ai locali che trattano musica dal vivo un format nuovo. Mi sono chiesto quindi come potevo unire il mestiere di giornalista alla musica live. Da lì l’invenzione del format che richiamasse in qualche modo le trasmissioni televisive degli anni ’80, dove i gruppi venivano invitati in studio e intervistati».

Un po’ come le trasmissioni di Renzo Arbore, una su tutte DOC, o Roxy Bar.

«Ma anche Discoring di Boncompagni e soprattutto Red Ronnie che in età adolescenziale è stato il mio punto di riferimento come autore. Lui è stato infatti uno dei primi a ospitare i gruppi emergenti dal vivo, intervistandoli in una modalità fresca, con il pubblico presente. Ma la musica dal vivo in televisione oggi non funziona più, e allora perché non proporre un discorso del genere nei locali, che faccia anche da trampolino di lancio per gli emergenti?».

Proprio questa è la sfida. Proporre un progetto del genere nei locali, in una scena musicale particolare come quella tarantina, e più in generale pugliese, che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante.

Fido Guido 2«Una scena fortissima, pensiamo ad esempio a Puglia Sounds che è riuscita a proporre, anche a livello nazionale, dei progetti davvero notevoli. Per cui all’inizio risultava persino facile scegliere artisti che sono anche dei punti di riferimento per raccontare il territorio. Ad esempio a Taranto abbiamo proposto Fido Guido, a Lecce Sofia Brunetta e Mery Fiore, che sono due tra le più talentuose, e così via. Il format è dunque molto televisivo, va anche in diretta streaming (ustream.tv, ndr), e ha la struttura classica del programma tv, ci sono la sigla, le rubriche, la chiacchierata. La sfida, però, è quella di affrontare temi musicali ed essere goliardici al tempo stesso, perché anche nella musica esiste la tendenza a prendersi troppo sul serio. È bello scoprire il lato umano dei musicisti che così hanno la possibilità, rispetto alle classiche interviste e recensioni, di dire la propria, di raccontare delle storie».

Si crea così un rapporto particolare con il pubblico, lo si coinvolge direttamente.Moustache Prawn

«Forse perché dando il microfono in mano al musicista – insieme agli elementi di spettacolarizzazione come le sigle, i giochi, e tutto il resto – richiamiamo maggiormente l’attenzione, costringendo tra virgolette a seguire quello che sta accadendo. Il pubblico ha dunque un ruolo fondamentale e credo che alla fine torni a casa con la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza diversa».

Siamo arrivati alla puntata numero dieci (nel momento in cui scriviamo, ndr) con il primo ospite internazionale: Richard Sinclair. Come hai fatto a convincerlo?

«Richard è un musicista inglese, della scena di Canterbury, il suo genere è il jazz rock, Richard Sinclairprogressive.  Con i suoi Caravan era uno dei nomi principali di quella scena musicale. Lui ha sempre vissuto in Inghilterra, ma una decina d’anni fa, dopo un viaggio in Puglia, si innamorò della Valle d’Itria e di Martina Franca decidendo di trasferirsi qui con la moglie. Da quel momento in poi ha collaborato con molti musicisti pugliesi, ma è rimasto sconosciuto soprattutto ai più giovani. Anni fa organizzai un suo concerto a Grottaglie. Grazie anche a dei collaboratori, rimasi in rapporto con lui ed è così che ha accettato l’invito. Ce l’abbiamo a venti chilometri da casa, saremmo stati degli stupidi a non pensare a lui!».

Puoi darci qualche anticipazione sui prossimi ospiti?

 «Il 6 agosto ci sarà Mimmo Cavallo. È un cantautore di Lizzano che, secondo me, è tra i più importanti del tarantino. Il suo primo album uscì in parallelo con quello di Pino Daniele e ha scritto anche per Mia Martini e Zucchero. Il suo periodo artistico è stato quello degli anni ’80 ma continua ancora oggi ed è molto legato ai temi del sud. Si trova qui in vacanza e anche lui ha accettato volentieri l’invito. Sempre ad agosto abbiamo forse una chicca, ma non sveliamo niente».

Speciale BrindisiTiriamo le somme. Come sta andando “Divano d’Autore”?

«Sta piacendo, perché è una cosa fresca, divertente, e racconta la musica, che tuttavia sta vivendo il suo periodo più superficiale. Oggi è vissuta come un contorno, ci sono tante proposte e progetti, internet poi ci permette di ascoltare qualsiasi cosa. Perciò mettere un’artista in un contesto culturale diverso dal solito concerto può essere fruttuoso per lui stesso e per chi lo ascolta».

Ciro Elia

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here