Donato Ponzetta, San Giorgio: ricominciamo

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Comunicato

La incresciosa vicenda che mi ha visto, mio malgrado, protagonista delle cronache di questi giorni, richiede un doveroso chiarimento, nel rispetto della verità dei fatti, e per ricondurre il dibattito politico, che mi vede impegnato, oggi con ancor più convinzione e forza, nei binari di un confronto che deve necessariamente tornare ad essere centrato sui problemi di San Giorgio Jonico. Non vorrei mai dover pensare che quanto accaduto possa in qualche modo essere strumentalizzato per distrarre gli elettori rispetto al disastro che le amministrazioni di sinistra hanno compiuto in tanti anni; fino anche ad ipotizzare che nulla di quanto accaduto sia stato dovuto al caso! La mia immediata scarcerazione, per la quale ringrazio l’eccellente lavoro svolto dai miei legali, avvenuta per mancanza dei presupposti di legge per un ingiusto provvedimento restrittivo, segnala già un primo importante passo verso il ripristino della verità. Verità, che come avrò modo di chiarire al più presto nelle sedi preposte, mi vede estraneo a qualunque ipotesi di addebito. Peraltro i fatti oggetto delle verifiche di questi giorni risalgono al 2007 e riguardano vicende alla attenzione degli inquirenti tedeschi. Questa circostanza mi pone nelle condizioni di pensare che, o io sia stato vittima di uno strano destino “cinico e baro”, o che qualcuno o qualcosa abbia in qualche misura guidato una mano nella ricerca in fondo a qualche cassetto di una pratica impolverata. Purtroppo non riesco a credere al caso! E dirò di più; l’avevo messo in conto quando ho deciso di candidarmi; non perché avessi nulla da temere! In tal caso responsabilmente non avrei messo a rischio il mio onore, quello della mia famiglia, dei tanti amici che mi hanno sostenuto e continuano a farlo! Amici che sento di ringraziare per il grande affetto che mi hanno dimostrato in questi giorni. Ma sapevo che se avessi sfidato certi poteri, se avessi provato ad aprire armadi che custodiscono tanti scheletri, avrei attirato ogni forma di “attenzione”, fino a immaginare ogni forma possibile di delegittimazione. Sapevo di correre questo rischio ma ho voluto correrlo per amore della mia città; sapevo di dover affrontare tante difficoltà. Certo non immaginavo che si arrivasse a tanto; un solo giorno lontano dai miei affetti mi è costato molto; ma non mi pesa averlo fatto se ciò vuol dire aver pagato un prezzo per ridare speranza a San Giorgio Jonico. Per questo torno subito ad affrontare la campagna elettorale, con forza, con determinazione, con ancor più voglia di offrire un contributo alla rinascita della mia città. Senza la presunzione di voler proporre paragoni di alcun tipo, faccio mia una frase del compianto Enzo Tortora che, tornato in televisione ebbe a dire: “dove eravamo rimasti?” . Ricominciamo.

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