…E le radio scompaiono…

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Giovedì 3 novembre 2016

Taranto e le radio scomparse nel silenzio generale
Non esistono più Publiradio Network e Radio Taranto Stereo. Da oggi “spenta” anche Publiradio solo musica italiana. Stiamo dando l’addio all’informazione locale e a numerose professionalità.

Da oggi non anche Publiradio solo musica italiana (95.500), una delle radio cittadine più popolari, non c’è più. Come la più robusta Publiradio Network (99.200 mhz) di un tempo, anche questa emittente appartenente a quello che un tempo era il “Gruppo Studio 100-Publiradio”, non esiste più. Cancellata, ceduta presumiamo, per lasciare spazio, pare, a un circuito nazionale riconducibile a una nuova iniziativa editoriale di RTL.

Cassata. Come era successo non più tardi di mesi fa a Publiradio Network, anticipata nella chiusura da Radio Taranto Stereo (93.700 mhz), altro brand storico della radiofonia tarantina. Chiusure passate sotto silenzio, come se esistesse un patto non scritto fra quanti dovrebbero fare gli interessi dei dipendenti (sindacalizzati, pare) e gli strumenti di comunicazione che godono spesso dell’ultimo salotto televisivo possibile, quello di Studio 100.

Studio 100, tv e radio, a oggi sono le uniche superstiti di un potenziamento più volte annunciato e mai sostanziato. Piuttosto compromesso dalla vendita dei “beni di famiglia”, se è vero che di “Gruppo Studio 100-Publiradio” si è sempre parlato, negli spot radiotelevisivi e nella raccolta pubblicitaria.

Non ci sono più le radio locali di una volta. Studio 100 Radio continua a trasmettere, debolmente, senza più le frequenze di un tempo nelle vicine province e senza una vera programmazione: rimaste in piedi solo una classifica e una rassegna stampa. Non sappiamo che fine farà quest’ultima radio, che svetta ancora non sappamo per quanto dal ventesimo piano della Beni stabili. Proprio dove un tempo avevano avuto sede le storiche Radio Taranto stereo (un tempo sui 102.500 mhz) e Radio Taranto centrale (101 mhz la sua frequenza al debutto).

La città già in crisi di suo, da oggi è più povera. E come per altre storie, anche per quest’ultima pagina, non c’è un politico, un cittadino, un giornale, un blog, che abbia scritto un solo rigo. Stamattina, giovedì 3 novembre, inavvertitamente ci è capitato di sentire un altro jingle (si chiamano così gli spot promozionali): non più la canzoncina che accompagnava le selezioni musicali italiane di Publiradio cui eravamo abituati. Una radio che parlava anche “taranino”, con le pubblicità di aziende, negozi ed esercizi, che annunciavano pomozioni e svendite, auguravano buone feste e altro ancora.

Le feste, la tradizione, non avrà più domicilio a Taranto. Anche le attività locali hanno smesso di pubblicizzarsi a prezzi accessibili. Se vorranno promuoversi dovranno studiarsi altro. Quest’anno, almeno attraverso le frequenze radiofoniche non sentiremo più di iniziative natalizie, sconti ed eventi. La città si è impoverita un altro poco.

Ci accontenteremo di ascoltare lo chef Carlo Cracco, che in una pubblictà radiofonica si interroga ogni cinque minuti su cosa stia “a fare in bagno, piuttosto che in cucina”. Niente più radio. Anche grazie a un assordante silenzio di tutti. E questa volta i politici c’entrano ben poco, anche se una parola avrebbero potuto (o potrebbero ancora) spenderla. A favore di posti di lavoro e professionalità che la città va irimediabilmente perdendo. Ma evidentemente della cosa poco importa. Fine delle trasmissioni.

la Direzione

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