Fabio Colletta cantautore tarantino al debutto

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FB_IMG_1463744432784Fabio Colletta, cantautore tarantino, al suo debutto
discografico

«Ho slegato un sogno…»

Era un mio chiodo fisso, spiega. «Non penso ci sia un’età per
realizzare un desiderio e io vivo anche per la canzone». «Compongo nella
mia stanzetta, con il permesso del condominio». Il racconto di un
artista fan di Concato e Ron.

«La
vita musicale comincia a quarant’anni!». E poco importa se Fabio
Colletta, nonostante sia impegnato in altra attività, debutta con “Slegheremo i
sogni”. Quaranta, qualcosa di più, sicuramente suonati. Un desiderio, fin da
piccolo: cantare. Realizzare un sogno, di quelli da “slegare” per dirla con i
titolo del suo album. E, alla fine, Colletta ci è riuscito.

«Fare
un album di cover – ammette il cantautore tarantino – mi sembrava qualcosa di
scontato, poi ci sono artisti titolati che hanno compiuto questo percorso, non
era il caso di mettersi in concorrenza: poi, se album di debutto doveva essere,
bene, meglio che fosse un esordio a tutto tondo».

Carta,
penna e calamaio, si diceva un tempo. Colletta ci prova. Pomeriggio e sera,
quando il lavoo glielo consente. E glielo consentono i vicini di casa. «Gran
rapporto con amici, parenti e condomini: non compongo e suono canzoni “heavy”,
la mia matrice è mediterranea, ci piace una certa scrittura e la canzone
romantica, fa parte delle nostre radici, così ho provato a scavare dentro di
me, a tirare fuori quello che sentivo. E le canzoni sono venute fuori come
ciliegie, come “Sarà solo amore”, altra fra le canzoni che rappresentano il mio
carattere in totale».

Voce
e composizione, Concato insegna. E’ un fan del cantautore milanese. Si evince
dai titoli e da come accarezza la chitarra, poi un po’ Matia Bazar, per una
certa vena confidenziale, un po’ Ron, per uno stile da cantautore 2.0.

«Ho
partecipato alle selezioni di “X Factor” – racconta Colletta – rientrai fra la
ventina di artisti scelti per darsi battaglia, poi l’esperienza si concluse sul
filo di lana; ma non importa, resta comunque un’occasione per comprendere cosa
c’è nello star-system, nei reality, soprattutto capire lo spirito di quanti
affrontano queste prove canore e televisive: un mondo che non conoscevo, con
toni e accenti marcati». Esperienza importante. «Se
per me è stata un modo per misurarmi – riprende l’artista di “Slegheremo i
sogni” – con certi meccanismi, per altri ho visto quanto fosse tutto
fondamentale: pianti e gioia al massimo, anche eccessivi, un mondo che per
certi versi non mi appartiene; mi piace la musica, la canzone, ed è per questo
che ho fato questo primo album e accarezzo il sogno di farne un secondo, sempre
con il permesso di amici e condomini…».

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