Fare Popolare: bullismo e cyber bullismo, grande partecipazione

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Grande interesse per il seminario dibattito tenutosi a Palagianello

 

La prima iniziativa pubblica dell’associazione di promozione sociale FARE POPOLARE, da poco costituitasi a Palagianello, un interessante seminario dibattito sul tema del bullismo e cyber bullismo, ha riscontrato un notevole interesse con la partecipazione di numerosi professionisti, addetti ai lavori, famiglie. Ospitato nei saloni dell’auditorium Don Cesare Buonvino, l’incontro pubblico, coordinato dal presidente dell’associazione, l’ingegner Francesca Colaninno, ha registrato interventi di numerosi autorevoli relatori. A dare inizio ai lavori una rappresentazione messa in scena da due ragazzi di Palagianello, che hanno interpretato un episodio di bullismo, ispirato a fatti realmente accaduti, conclusosi in modo assolutamente positivo, grazie al responsabile e fattivo intervento delle famiglie dei due studenti coinvolti. Nell’introdurre i lavori l’ing. Colaninno ha parlato delle finalità dell’associazione: “La nostra mission e’ quella di una associazione di promozione sociale che vuole essere presente sul territorio per contribuire alla sua crescita culturale come viatico per una crescita più generale in termini di  benessere materiale e spirituale. Per questo operiamo a tutto campo. Per questo soprattutto, siamo aperti a tutti i contributi. Non a caso abbiamo scelto di chiamarci Fare Popolare. Il fare rappresenta la volontà di operare concretamente, con fatti reali. Popolare perché aperti alla partecipazione più diffusa. Oggi affrontiamo un tema molto delicato.” Famiglie, scuola, istituzioni, in rete; e tra le istituzioni, tra le più importanti agenzie educative, sicuramente la Chiesa rappresentata al massimo livello dal Vescovo della diocesi di Castellaneta S.E.R. Mons. Claudio Maniago che, nel suo saluto, avuto modo di apprezzare in maniera particolare l’ iniziativa: “Ho sentimenti di gioia per una iniziativa di grande importanza. Un tema di grande attualità che riguarda i nostri ragazzi e punta l’attenzione su ferite che sanguinano nella nostra società. La violenza non può portare mai del bene. Il bullismo è un atto di violenza che si manifesta tra ragazzi; e ciò è molto grave. Dobbiamo tutti batterci il petto; i nostri ragazzi respirano l’aria che noi abbiamo preparato per loro. Anche la Chiesa. Anche al Papa sta a cuore questo tema. Lo ha dimostrato innanzitutto incontrando i giovani e parlando loro di violenza e di bullismo invitandoli ad una attenta riflessione. Brave le mamme che hanno saputo affrontare bene un momento difficile (il riferimento è alla storia messa in scena all’inizio).” Ai saluti del vescovo ha fatto seguito la relazione dello psicologo dottor Francesco Egidio Cipriano: “bullo e vittima sono entrambi vittime. Il bullismo nel tempo ha subito diverse variazioni fino ad arrivare oggi al cyber bullismo. Ciò che alimenta il bullismo e il cyber bullismo è l’attenzione che si ricerca e si ottiene da parte del gruppo. Non a caso il più delle volte gli episodi di bullismo si verificano a scuola. Oggi si parla di sistema carosello: si sceglie giorno per giorno chi deve essere vittima. La questione di fondo è accorgersi di ciò che accade; per questo occorre comunicare con i figli. Solo se osserviamo i nostri figli possiamo accorgerci delle eventuali variazioni, dei sintomi che preannunciano questi fenomeni.” Anche il dottor Davide Pignatelli, commissario capo della polizia di Stato, nel suo intervento ha parlato di una evoluzione del fenomeno. “10 anni fa nel 2008 una indagine sui reati commessi con mezzi informatici indicava nel 2% dei reati quelli commessi con strumenti informatici. Oggi nel 2017 nella provincia di Taranto la percentuale è salita al 25%. Con l’avvento degli smartphone la tendenza è quella dell’aumento ulteriore dei reati informatici. La polizia fino a pochi anni fa non aveva grandi strumenti; oggi abbiamo invece la possibilità di risalire abbastanza facilmente agli autori di eventuali reati informatici. Il nodo è quello del monitoraggio di una massa enorme di traffico. È fondamentale quindi che vi sia la denuncia da parte delle vittime.” Del ruolo della scuola ha parlato la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Marconi di Palagianello, la professoressa Maria Caterina Vignola: “la scuola è l’istituzione più importante per affrontare il tema del bullismo e del cyber bullismo. Nel 2014 i casi registrati erano il 12,4% rispetto ai reati complessivi oggi il 25% quindi un aumento esponenziale; la legge 71 recentemente approvata dal Parlamento parla solo di cyber bullismo e non più di bullismo perché ormai è ciò che più preoccupa. Quando ho cominciato a dirigere la scuola assistevo solo a casi di bullismo cosiddetto semplice, materiale. Oggi assisto a  più casi di cyber bullismo. Noi interveniamo ascoltando i ragazzi e parlando con le famiglie. Va detto però che il fenomeno non inizia a scuola ma proprio in famiglia; molto spesso le famiglie hanno difficoltà a riconoscere il problema.” La dottoressa Assunta SIliberti, psicologa responsabile della unità operativa ASL distretto uno ha mostrato tre lavori, tre videoproiezioni, realizzati proprio dai ragazzi. Ha parlato di un progetto che la Asl ha avviato con le scuole: educazione all’affettività e alla sessualità nell’era di Internet. Un tema impegnativo che riguarda anche la violenza di genere. Da questi lavori è emersa la rilevanza del rapporto che si instaura guardandosi negli occhi. Un rapporto vero. Della legge 71-2017 ha parlato l’avvocato Arianna Cassandro consigliere della camera minorile di Taranto: “La legge 71 si rivolge essenzialmente alla prevenzione ed è giusto che sia così. La famiglia è al centro. C’è una responsabilità non solo penale ma anche civilistica in riferimento a quelli che possono essere i danni arrecati. La nota dolente della legge è quella che guarda solo ai minori ma non fa riferimento a chi è diventato maggiorenne da poco e continua comunque a frequentare la scuola.” Don Nunzio Schiena, uno dei parroci presenti ha parlato del ruolo della Chiesa, ricordando peraltro che il fenomeno del bullismo è antico e risale alle origini stesse dell’uomo; già con Caino e Abele, secondo il sacerdote, siamo in presenza di un caso di violenza che può essere assimilato al concetto di bullismo. Per Don Gianni Magistro, invece, c’è un problema legato al ruolo delle principali agenzie educative che hanno perso la loro autorevolezza. In famiglia non si parla più e a scuola e in chiesa si va non per formarsi ma per chiedere qualcosa, come se si andasse al supermercato. Conclusioni affidate all’onorevole Gianfranco Chiarelli, componente della Commissione Giustizia della Camera Dei Deputati, che ha preso parte attiva nell’ambito della formazione della legge 71-2017:” il problema del bullismo e del cyber bullismo, che rappresentano due facce di una stessa medaglia, ovvero una stessa azione violenta e prevaricatrice realizzata però con strumenti diversi, e’ innanzitutto una questione culturale. Più volte nel corso di questa legislatura che volge al termine ho provato a contrastare quei provvedimenti che puntavano tutto sulla repressione e sull’inasprimento delle pene nell’affrontare qualunque problematica. Aumento delle pene, e sempre maggiore limitazione delle libertà individuali, come dimostra la cronaca di ogni giorno producono scarsi risultati in termini di prevenzione del reato. Nel  mese di aprile del 2016 insieme ad alcuni colleghi del nostro gruppo parlamentare ho sottoscritto una mozione in tema di bullismo e cyber bullismo, con la quale impegnavamo il governo ad assumere iniziative che puntassero essenzialmente sulla prevenzione. La legge 71-2017 ha colto in parte le nostre indicazioni. Una legge che ha avuto un percorso molto lungo con 4 passaggi tra camera e senato. Dedicata in fase di approvazione a Carolina Picchio, che, purtroppo, a soli 14 anni, si è tolta la vita ed è stata la prima vittima riconosciuta di cyber bullismo nel nostro Paese.” A portare i saluti dell’amministrazione comunale di Palagianello l’assessore alle politiche sociali  Maria Rosaria Borracci.

 

 

 

 

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