Furto aggravato ed indebito utilizzo di carta di credito. Arrestata la corsa di una pregiudicata.

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I Carabinieri della Stazione di Crispiano (Ta), in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Taranto – dott.ssa Paola INCALZA, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica del medesimo Tribunale – dott.ssa Maria Grazia ANASTASIA, avrebbero arrestato, TOCCI Maria Rosaria, 40enne pregiudicata massafrese, in atto sottoposta agli arresti domiciliari per analoghi reati, ritenuta responsabile di furto aggravato ed indebito utilizzo di carta di credito.

L’indagine, sarebbe stata avviata dai Carabinieri della Stazione di Crispiano a seguito del  furto di un borsello, in danno di un imprenditore agricolo del posto, verificatosi in agro di Crispiano nel mese di settembre 2016. La vittima, recatasi in caserma, avrebbe riferito ai militari che qualcuno, mentre era impegnato a curare le piante di un suo terreno, dopo aver infranto il parabrezza dell’autovettura, si sarebbe appropriato del borsello custodito nell’abitacolo del veicolo, contenente oltre a denaro contante, pari a circa 40,00 euro, anche alcune carte di credito/bancomat, documenti personali, tra cui il codice pin di una delle carte stesse.

All’esito dei primi accertamenti, i Carabinieri avrebbero appurato che, lo stesso giorno del furto, sarebbero stati stati effettuati prelievi fraudolenti, utilizzando una delle carte di credito rubate, per un importo totale di 350,00 euro, da due distinti istituti di credito del capoluogo jonico.

Dall’attenta visione dei filmati immortalati dalle telecamere di sorveglianza dei predetti istituti bancari, i Carabinieri sarebbero dunque riusciti ad estrapolare, la targa dell’autovettura utilizzata dal malfattore ed a riconoscere, senza ombra di dubbio, le fattezze della TOCCI.

Gli elementi raccolti dai militari, in ordine alla responsabilità del furto aggravato sull’autovettura in sosta ed il successivo utilizzo fraudolento della carta di credito asportata, avrebbero consentito all’A.G. di emettere la misura cautelare.

La donna, dopo le formalità di rito, sarebbe stata associata presso la Casa Circondariale di Taranto a disposizione dell’A.G..

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