Gli alunni della “Pignatelli” di Grottaglie incontrano Papa Francesco

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“La Chiesa per la Scuola”, e il ruolo centrale dell’educazione per le giovani generazioni. Gli alunni della scuola Pignatelli di Grottaglie, hanno incontrato Papa Francesco in Piazza San Pietro a Roma. La cronaca dell’evento a cura della prof.ssa Maria Cristina De Vita

 

 Un’emozione incredibile!

Sabato 10 maggio nel pomeriggio, piazza San Pietro era stracolma di umanità perl’incontro della Scuola Italiana con papa Francesco.  Invitati studenti, docenti e genitori di scuole statali e paritarie. Una festa così per la Scuola, per richiamare con forza, la sua centralità nell’educazione delle giovani generazioni e per ascoltare una parola chiara dal Pontefice.

D’altronde si era intuito subito, quella sera del 13 marzo 2013, già dal primo istante, scevro di tante insegne papali, si presentava al mondo intero con un semplice “Buonasera”. Era Lui l’eletto papa Francesco, che con semplici parole in modo pacato e fermo in un anno di pontificato ha catturato tutti, predicando una Chiesa “spalancata” all’accoglienza, coraggiosa, che denuncia la “globalizzazione dell’indifferenza” opponendosi alla “cultura dello scarto”, alle ingiustizie e alla “idolatria” del denaro e del potere.

Anche noi come Istituto Comprensivo Pignatelli, per rappresentare la nostra “Scuola” e Grottaglie c’eravamo in quella bella Piazza accanto alla fontana, rappresentati dal dirigente prof. Maurizio Fino, le maestre, gli alunni della scuola primaria e i genitori, felici di vivere quell’emozione.

Tutto è incominciato con l’arrivo in jeep del nostro Santo Padre salutandoci e benedicendoci, accogliente e gioioso.

Il suo sguardo è stato rivolto ai giovani e ai bambini, cuore della visione del futuro nei nuovi scenari storici di una Italia che declina ma ha tanta voglia di non mollare! … La scuola diventa un punto d’incontro della realtà nella ricchezza dei suoi aspetti e delle sue dimensioni che ci aiuta a crescere; un bene di tutti e in quanto tale va protetto, rispettato, sostenuto nella sua evoluzione.

Tre parole semplici e ferme su cui papa Francesco ha fatto ruotare il discorso: “il vero, il bene e il bello” come valori indissolubili rivolte agli educatori, insegnanti e famiglie come “gioielli” da trasmettere. Invece a loro i giovani, i ragazzi e i bambini queste parole assumevano la valenza di ricerca e “pretesa” dagli adulti nel momento educativo scolastico e insegnamento di vita.

E concludendo ha infine esortato tutti “Per favore, non lasciamoci rubare l’amore per la scuola!”, citando e facendoci ripetere più volte come un “motto” ciò che disse Jury Chechi, ginnasta italiano, soprannominato per la sua potenza sportiva “il Signore degli Anelli”: <<E’ preferibile una sconfitta pulita piuttosto che una vittoria sporca!>>.

Carissimo papa Francesco, grazie per quello che sei, per l’esempio che ci dai, per la tenerezza che manifesti per i bambini, i malati, i poveri, tutti noi. Grazie per il tuo messaggio che ci invita a credere alla misericordia di Dio e alla speranza. Per tutti noi sei un grande dono che Dio ci ha voluto dare, nonostante le nostre miserie e debolezze. Ti vogliamo bene e preghiamo tanto per Te!

 

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