Guida pratica al voto del 5 giugno: casi di validità e irregolarità

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elezioni comunali

Ci siamo, domani domenica 5 giugno si vota per il rinnovo dei Consigli Comunali di oltre 1300 comuni disseminati per lo stivale. Nel tarantino i comuni interessati dal voto sono ben 11, ma quì l’attenzione è rivolta soprattutto ai comuni di Massafra, Grottaglie e Ginosa, di grande rilevanza, vuoi per gli interessi economici che gravitano intorno a queste realtà, vuoi per il numero di abitanti particolarmente corposo. Una guida pratica al voto può aiutare a dissipare i dubbi degli elettori sulle modalità di voto, considerato che in molti serpeggia parecchia confusione riguardo il voto disgiunto, il doppio voto ai consiglieri comunali di una stessa lista e così via. Consideriamo subito che stiamo parlando dei casi in cui i comuni superino i 15.000 abitanti, e in cui rientrano le situazioni di Massafra, Grottaglie e Ginosa. Al voto a Massafra sono chiamati 24.000 elettori, così come a Grottaglie, viceversa a Ginosa sono chiamati al voto 16.000 elettori. Bisogna dire subito, che per recarsi al voto bisogna munirsi di un documento di riconoscimento in corso di validità, oltre alla tessera elettorale che ne certifichi la sezione di appartenenza e il diritto di partecipare al voto. Il voto avverrà tra le 07.00 di domani mattina e le 23.00 di domani sera, a cui seguirà l’immediato spoglio delle schede. Sulla scheda elettorale sono elencati i candidati Sindaco, con le relative liste di appartenenza, al cui fianco vi sono due righi bianchi per ogni lista. Ebbene a questo punto l’elettore con la sua matita è posto di fronte al proprio diritto-dovere civico di esprimere il voto, che si badi bene, deve avvenire in piena coscienza e in piena libertà, come sancito dalla Costituzione. Ma si sa, i casi di corruzione, in questa campagna elettorale, sono stati molteplici e spudorati, ma in quella cabina si è soli con la propria matita e la propria scheda, simbolo di democrazia diretta, per il quale in passato molti ci hanno perso la vita. Elenchiamo a questo punto i casi di voto validamente espresso, previsti dalla legge:

  1. Si vota sbarrando il candidato Sindaco prescelto e una delle liste collegate, scrivendo a fianco il nome del consigliere della lista prescelto.
  2. Si vota sbarrando il candidato Sindaco prescelto e una delle liste collegate, scrivendo a fianco i nomi di due consiglieri della lista prescelti, si badi bene, in caso di doppia preferenza i candidati devono essere di sesso opposto e ovviamente appartenenti alla stessa lista. In caso di voto a due consiglieri di sesso uguale, si procederà d’ufficio all’eliminazione del secondo voto, ovvero quello scritto al secondo rigo. ( c.d. doppia preferenza)
  3. Si vota sbarrando il candidato Sindaco prescelto senza apporre nessun altro segno a nessuna delle liste che compongono la scheda elettorale. In questo caso il voto va solo ed esclusivamente al Sindaco prescelto.
  4. Si vota sbarrando il candidato Sindaco prescelto, ma votando una lista appartenente ad un altro candidato Sindaco, con relativo eventuale voto ai consiglieri della lista prescelta. E’ questo il caso del voto disgiunto: complesso, ma ampiamente utilizzato dall’elettore.
  5. Si vota sbarrando solo la lista prescelta, eventualmente, ma non obbligatoriamente, scrivendo il nominativo dei consiglieri prescelti, senza apporre segni su nessun candidato Sindaco, . A questo punto il voto non va solo ed esclusivamente alla lista prescelta, estendendo la sua validità al candidato Sindaco della lista…ATTENZIONE è questo il caso che dà adito ai maggiori rischi di manomissione della scheda elettorale…ATTENZIONE a questa tipologia di voto.

Queste sono le modalità di voto regolare, ammesse dalla legge, e in cui si potrà avere la certezza che l’espressione del proprio voto è stata compiuta con successo. Attenzione però al quinto punto, che potrebbe in teoria essere a rischio di manomissione da parte di qualche presidente di seggio corrotto, o anche di qualche scrutatore corrotto. Ipotesi remota, ma non impossibile. Mi spiego. In questa particolare tipologia di voto è sbarrata la lista e sono stati scritti i nomi dei consiglieri comunali votati, ma non è stato sbarrato alcun candidato Sindaco. In questo caso il voto andrebbe automaticamente al Sindaco collegato con la lista votata, ma basterebbe un segno, solo un piccolo segno, apposto magari da qualche scrutatore corrotto su un diverso candidato Sindaco, in un momento di distrazione per cambiare completamente l’espressione del voto dell’elettore. Attenzione dunque, se non si vuole avere dubbi sull’effettiva opinione di voto espressa sulla scheda, è fondamentale apporre anche un segno sul candidato Sindaco prescelto. Una tutela in più per l’elettore e allora va assolutamente sfruttata.

Un appello super-partes al voto libero, a chiunque vogliate votare, ma fatelo, ve ne prego, in assoluta libertà di pensiero.

Domenico Palattella

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