Il “Patto delle Gravine” e lo sviluppo turistico del versante occidentale tarantino.

0
484

 

Nell’ambito di un maggiore sviluppo del versante occidentale della provincia di Taranto, e al fine di sfruttarne l’enorme e inespresso, potenziale turistico, è stato ufficializzato il protocollo di intesa denominato “Patto delle gravine”. Un documento finalizzato alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico della terra delle gravine, che ha visto in pochi mesi un’ampia adesione da parte delle realtà territoriali: ai 9 Comuni del versante occidentale ( Laterza, Ginosa, Castellaneta, Palagianello, Palagiano, Massafra, Mottola, Crispiano e Grottaglie ) si è aggiunta la città di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, e infine, anche la città di Taranto. L’impulso decisivo, a questa spinta identitaria e di valorizzazione della storia, delle tradizioni e della cultura del versante occidentale, è stato sancito lo scorso sabato nella suggestiva cornice del castello di Palagianello, in cui il protocollo d’intesa è stato definitivamente approvato. La vasta area che va da Grottaglie a Matera, passando magari per una breve incursione nella murgia barese ( si pensi ai comuni di Altamura e Gravina di Puglia), ha chiaramente valori culturali e paesaggistici in comune: lo sviluppo della civiltà rupestre, i castelli medioevali dislocati alle pendici delle gravine e le torri di difesa dislocate lungo la costa, nonché ( elemento non trascurabile ) la condivisione di un litorale costiero di estremo valore paesaggistico. L’inserimento di Taranto, nel progetto, ha di certo dato un valore maggiore all’operazione in sé, raccogliendo l’adesione di una città, che sia pur tra gli enormi problemi di carattere ambientale e sociale che la attanaglia, rimane una città dal grande fascino e dall’impatto culturale imponente. Riuscire finalmente ad attrarre un numero di turisti importante, è l’obiettivo comune da ricercare, fatta attraverso una promozione culturale condivisa, più che esercitata singolarmente da comune a comune. Una promozione divisa per aree tematiche e perché no, per epoche storiche: dai segni del passato glorioso della Magna Grecia tarantina, con il gioiello del Museo Archeologico della Magna Grecia, situato nel pieno centro di Taranto; agli imponenti castelli di Massafra, di Palagianello, di Laterza e di Ginosa. E poi quei veri e propri canyon, dell’entroterra tarantino, lungo i quali si è sviluppata la civiltà rupestre che ha esempi significativi in Massafra, Mottola, Castellaneta, Palagianello, Laterza e Ginosa. Senza scordarsi poi le eccellenze delle tradizioni e dell’artigianato locale: il quartiere delle ceramiche di Grottaglie, il carnevale di Massafra e i riti della Settimana Santa, che ha reso Taranto famosa nel mondo. Le potenzialità dunque ci sono, mancherebbe soltanto il tessere un sistema di promozione ampiamente radicato, almeno a livello nazionale, e attrarre così turisti da ogni parte dello Stivale; ma ci vorrebbe anche un miglioramento dell’apparato ricettivo, cosa che sembra essere stato recepito, a livelli ottimali, solamente nel comune di Mottola, dove ad una forte valorizzazione del centro storico, si è unita una netta miglioria delle sue strutture alberghiere. Andrebbero, senza dubbio, educate le nuove generazioni, all’importanza dello sviluppo turistico del nostro territorio, e in tal senso ben venga il bando d’esame per l’abilitazione all’esercizio dell’attività professionale di Guida Turistica, promossa dalla Provincia di Taranto, dopo anni di oblio: un primo piccolo passo verso lo sviluppo turistico del nostro territorio, ma che non rimanga isolato però. Sarebbe l’ennesimo, estremo fallimento del nostro territorio, e non lo meriterebbe assolutamente. Certamente no.

Domenico Palattella

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here