Il Referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre: una scelta per il futuro!

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Ci siamo. Dopo mesi di dura campagna elettorale, siamo ad un punto di snodo fondamentale nella storia della Repubblica Italiana. Certo, la portata non è epocale come quella del Referendum Monarchia-Repubblica del 1946, però una Riforma Costituzionale non è roba da poco. Soprattutto se riguarda il Titolo V della nostra Carta Costituzionale, quello che regola tutto l’apparato decentrato dello Stato. Al di là degli ovvi schieramenti e delle scelte personali di ognuno, è importante andare a votare, che sia per il SI, che sia per il No. Se questa sarà una buona Riforma Costituzionale? Sostanzialmente vale il detto “ai posteri l’ardua sentenza”. Se la Riforma è efficace o no lo deciderà la Storia, noi possiamo soltanto ipotizzare effetti positivi o negativi e basarci sulle esperienze di 70 anni di Storia repubblicana. Come al solito i Social, hanno funzionato, in questi mesi di Campagna elettorale, come un contenitore di falsa informazione, bufale e disinformazione costruita ad hoc. Gli italiani sono confusi e non ha giovato al Referendum stesso, il fatto che Renzi, inizialmente abbia portato il giudizio sulla Riforma Costituzionale, sul lato personale: “se vince il Si continuo”, ” se vince il No mi dimetto”. Un assist ai suoi oppositori, che l’hanno usata come pretesto principale della Campagna elettorale per il No. Non c’è nessuna Costituzione perfetta al mondo, proprio perchè fatta dagli uomini, da leggi scritte e non scritte, frutto delle tradizioni e della Storia di un determinato popolo. Altresì, si può comunque provare ad estrapolare brevemente le ragioni dell’una e dell’altra parte, sperando che domenica sera, vinca più di tutti la nostra Costituzione, modificata o inalterata che sia.

  • Le ragioni del SI

Con il SI si ridurrebbero i costi della politica e si semplificherebbe l’apparato di approvazione delle leggi, con la sola Camera dei Deputati, che approva o respinge le proposte di legge; e il Senato che diventa il “Senato delle Regioni”, l’organo deputato a ricevere le istanze regionali. Non è chiaro se il Senato sarà eletto direttamente dal popolo o diventerà un ente di secondo grado composto da Sindaci e Consiglieri Regionali: questo è da decidere in seguito. La Riforma garantirebbe poi, una maggiore stabilità governativa ed un chiaro potere di governo. Un certo accentramento, dopo anni di decentramento garantirebbero un maggior controllo statale sulle competenze degli Enti Locali.

• Le ragioni del NO

Il Si porterebbe una pericolosa deriva autoritaria, soprattutto riguardo alla fiducia del Parlamento nei confronti del Governo centrale. Soltanto la Camera dei Deputati potrà, nel caso, concedere o revocare la fiducia al Governo, il Senato non sarebbe più preposto a questo compito. Con il No si potrebbe mantenere la Costituzione così com’è, presupponendo una migliore Riforma Costituzionale negli anni a venire. “Non cambiare ora, per farlo meglio in futuro”, è lo slogan imperante tra gli esponenti del No.

La sensazione è quella di non poter fare pronostici, visto i recenti episodi inglesi e americani: sarà un voto sul filo di lana. Soprattutto qui in provincia di Taranto, alla luce degli ultimi recenti sviluppi sull’Ilva, sui soldi ritirati, poi ripromessi. Insomma, l’ennesima bagarre a cui noi cittadini di Taranto e dintorni, assistiamo esterrefatti , ed anche un pò sconsolati.

Domenico Palattella 

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