Ilva – Il decimo decreto la salverà?

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Peacelink: “Hanno fallito con nove decreti e ora tentano con il decimo”

Peacelink esplica importanti rivelazioni in merito ai decreti Salva-Ilva e, in particolare, fa riferimento all’ultimo – il decimo – il quale rappresenta una delle ultime mosse escogitate per sorvolare sulle ingenti problematiche che gravano sul territorio tarantino e la “vicenda Ilva”.

Una partita con la vita, con la salute e il lavoro dei cittadini? Uno <<scacco>> per ideare nuove strategie di inquinamento e ataviche procedure basate solo sull’egocentrismo dei sopraffattori che vogliono tener in pugno l’economia? No, questa non è una partita; questa è VITA!

In codesta contingenza, Peacelink illustra così l’attuale situazione:

Il Consiglio dei Ministri ha varato il decimo decreto salva-ILVA, una misura finalizzata alle disposizioni urgenti per il completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali del Gruppo ILVA, ma che in realtà consentirà sconti ambientali a chi farà le proposte di acquisto : più alta la proposta di acquisto, più sconti potrà chiedere l’acquirente.

Ogni offerente proporrà il suo piano ambientale, in contrasto con qualsiasi norma europea in materia perché il rispetto o non rispetto delle leggi in materia ambientale sarà di fatto affidato ai privati e ad una libera interpretazione del diritto relativo. Le prescrizioni da rispettare saranno riscritte ad hoc dall’acquirente. Il controllo finale di un gruppo di esperti è posticcio e puramente formale in quanto la riscrittura delle prescrizioni sarà presentata dai privati come condizione senza la quale l’acquisto non potrà avvenire.

In questo modo, l’ Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), ovvero il permesso di produzione ILVA, decade e le norme vengono fatte à la carte in funzione degli interessi privati e non dei cittadini e dei lavoratori.

Ogni acquirente potrà scegliere la riscrittura e la rimozione di un certo numero di prescrizioni, a partire dalla rimozione della prescrizione n.1: la copertura del parco minerali dell’ILVA.

Inutile dire che questo va contro le norme europee che non consentono sconti ma che vincolano il funzionamento dell’ILVA al rigoroso rispetto di tutte le prescrizioni del cronoprogramma AIA.

Di fronte a questo nuovo decreto PeaceLink” – si legge nella nota stilata dalla storica associazione eco-pacifista – “agirà in tutte le sedi per tutelare gli interessi dei cittadini di Taranto e degli operai dell’ILVA. Peacelink crede che non sia attraverso misure di rinvio continuo dell’attuazione dell’AIA che la grave situazione sanitaria ed ambientale possa essere risolta, né il futuro dello stabilimento e della situazione occupazionale. Il fatto che si sia arrivati già al decimo decreto dimostra che le nove mosse precedenti hanno fallito.

Antonia Battaglia

Fulvia Gravame

Luciano Manna

Alessandro Marescotti”.

Eleonora Boccuni

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