Ilva: Ingegneri, decarbonizzazione processo ineludibile

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WCENTER 0XMICDQCGO Veduta esterna dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto. ANSA / RENATO INGENITO

(ANSA) – TARANTO, 10 OTT – “Siamo convinti che non esista una soluzione univoca, in grado di mantenere gli impianti dell’Ilva così come sono, risolvendo nello stesso tempo i gravi problemi di ordine ambientale e di salute che si sono generati nei decenni. Se si intende fare fronte ad una grave crisi di tipo ambientale, occorre pensare a nuove soluzioni di tipo tecnologico che cambino, almeno in parte, il processo produttivo dell’Ilva”. Lo ha detto Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri.
“D’altra parte – ha aggiunto – esistono ormai dei vincoli esterni che condizionano in modo inequivocabile non solo Taranto, ma l’intera industria siderurgica italiana, vincoli dei quali non si può non tenere conto nell’elaborare una strategia per il futuro. Riorganizzare il complesso processo produttivo del polo siderurgico di Taranto è possibile, anche e soprattutto in un’ottica di decarbonizzazione, sebbene per il momento, nell’attuale delicata fase di esame delle due offerte di Arcelor Mittal-Marcegaglia e di Acciaitalia, presumiamo che questo aspetto sia ancora secondario”. Ma “in un orizzonte di medio periodo – ha detto ancora Zambrano – la questione della decarbonizzazione sarà ineludibile, ed è bene che lo sia”.
A proposito della proposta della Regione Puglia sull’utilizzo del pre-ridotto, Zambrano ha spiegato che “il Consiglio nazionale degli ingegneri non intende promuovere o sostenere nessuno specifico orientamento, idea o proposta legata al complesso caso dell’Ilva. Siamo coscienti, però, del fatto che il territorio, l’ambiente ed i lavoratori di quest’area importante del nostro Paese necessitano di un intervento sostanziale e che molte soluzioni passano per un dialogo sia di tipo politico che tecnico”.(ANSA).

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