Ilva “minimizza” e Peacelink risponde

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Fonte: Luciano Manna

Il testo della missiva dell’associazione che ha inviato i documenti ai Carabinieri del Noe di Lecce e alla Procura della Repubblica di Taranto

Chi dice la verità, non ha nulla da temere”, con questo aforisma l’associazione Peacelink replica al comunicato stampa divulgato dall’Ilva in merito a quanto verificatosi la mattina del 15 aprile e la sera del 17 aprile.

Una missiva nella quale viene riportata la risposta a quanto dichiarato dalle stesse autorità che presiedono il siderurgico; il testo integrale che, di seguito, riportiamo fedelmente, evidenzia il contenuto di ciò che, Peacelink, ha inviato ai Carabinieri del Noe di Lecce e alla Procura della Repubblica di Taranto mediante PEC (Posta Elettronica Certificata).

Luciano Manna scrive così: Con la presente ci teniamo ad informarVi in merito a due eventi incidentali avvenuti in questi giorni nello stabilimento Ilva di Taranto: evento emissivo non convogliato zona AFO e incendio in colata continua nr.1; avvenuti rispettivamente il 15 aprile alle ore 11.30 circa e il 17 aprile alle ore 22.00 circa. In merito all’evento emissivo avvenuto nella mattinata del 15 aprile la direzione Ilva ha emesso una nota stampa dove minimizza l’accaduto: <<durante le fasi di versamento della ghisa nei carri siluro una modesta quantità di metallo fuso si è versata per terra generando di conseguenza la nube rossastra che si è resa visibile all’esterno. Si è generato, prosegue la nota Ilva, un effetto visivo simile a uno slopping che non è tuttavia correlato a tale fenomeno, in quanto lo slopping può originarsi solamene durante l’affinazione della ghisa in acciaieria>>. Noi

Fonte: Luciano Manna
Fonte: Luciano Manna

– prosegue Manna – “riteniamo, invece, che non si può minimizzare un evento di tale portata ed ignorare le sue conseguenze, specialmente lì dove, come in questo caso, si prefigura il reato di “Getto pericoloso di cose”, Art. 674 Codice Penale. Riteniamo, inoltre, che tale evento ha posto a serio rischio la salute degli operai, che operavano al momento dell’accaduto, e dei cittadini di Taranto che abitano nei quartieri adiacenti all’area industriale: Statte, Tamburi, Borgo.

In allegato le foto e il video dell’evento emissivo.

In merito all’evento incidentale avvenuto in colata continua nr.1 il 17 aprile alle ore 22.00 circa dobbiamo registrare l’ennesimo atteggiamento superficiale dell’azienda Ilva che di fronte ad un evidente rischio per la salute degli operai minimizza il tutto con una nota stampa dove si dichiara quanto segue: <<solo dell’acciaio liquido uscito dalla paniera e finito nelle tinozze d’emergenza>>,<<processo produttivo, previsto e controllato>>.

Fonte: Luciano Manna
Fonte: Luciano Manna

In virtù delle fotografie in allegato e delle informazioni ottenute dagli operai presenti sul posto al momento dell’incidente, possiamo sostenere che Ilva ha dichiarato il falso: non è vero che non si tratta di un incendio ma “solo dell’acciaio liquido uscito dalla paniera e finito nelle tinozze d’emergenza” perché l’acciaio liquido, circa 50 tonnellate, ha riempito le tinozze che a loro volta non hanno contenuto tutto l’acciaio della colata, pertanto buona parte di questo acciaio liquido è finito per terra, ha innescato un incendio e ha inoltre occupato gli stessi binari dove scorre il carro paniera B, che è rimasto saldato ai binari. In queste operazioni” – precisa Manna nella missiva – “dove gli operai hanno azionato l’emergenza dell’impianto, si sono sprigionate fiamme che hanno interessato la linea 2 di colaggio, quindi, di seguito, l’intervento dei pompieri. Anche in questo caso si è messo a grave rischio la salute degli operai presenti nel reparto e gli stessi pompieri che sono intervenuti nell’emergenza; sia perché l’acciaio liquido riversato per terra poteva raggiungere chi operava, perché l’acciaio non era più contenuto dalle tinozze ormai piene, sia per i fumi sprigionati nello stesso reparto e che quindi venivano inalati. Non ci risulta infatti che il reparto sia dotato di aspirazioni e cappe. Inoltre, segnaliamo che” – conclude Peacelink – “per sbloccare il carro paniera B dai binari, saldato dall’acciaio fuso riversato per terra, si procederà al taglio con ossigeno, pertanto saranno sprigionati nel reparto altri fumi senza che questi siano convogliati o aspirati. Ci chiediamo come proseguiranno queste operazioni anche in virtù del fatto che la linea1, alimentata dal carro paniera A, da nostre informazioni, è attualmente in funzione”.

Eleonora Boccuni

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