Ilva: mobilitazioni dei sindacati contro i licenziamenti previsti

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Dopo il secondo incontro tenutosi oggi presso il Ministero dello Sviluppo Economico con il Ministro Carlo Calenda e il viceministro Teresa Bellanova, i commissari e i segreterai generali di Fim, Fiom, Uilm nazionali e territoriali e Cgil Cisl Uil fanno sapere che saranno pronti a mobilitazioni rispetto ai troppi licenziamenti previsti riguardo la futura e prossima cessione dell’Ilva a una delle due cordate in gara.

“Nel corso dell’incontro abbiamo chiesto di poter proseguire in modo più dettagliato il confronto sui contenuti di merito prima di procedere all’aggiudicazione. Il Governo ha dichiarato, che nel rispetto della procedura il confronto può proseguire solo dopo l’aggiudicazione. Il sindacato, unitariamente, ha espresso numerose criticità sul piano industriale, confermando la propria indisponibilità ad accettare licenziamenti”.

Questo è quanto dichiarato dai sindacati che rimanderanno le discussioni sul caso Ilva ed esuberi a lunedì 5 giugno, quando sarà apposta l’ultima firma che sancisce il definitivo decreto di aggiudicazione: “Questo confronto sarà determinante per ridefinire gli aspetti inaccettabili fino ad ora emersi, a partire dagli esuberi paventati e per tentare di arrivare ad un accordo sindacale con l’obbiettivo di modificare il piano industriale al fine di preservare l’attuale l’occupazione del Gruppo e dell’indotto, garantire la sostenibilità ambientale, incrementare investimenti e livelli produttivi”.

Intanto le stesse associazioni sindacali tendono a precisare il fatto che tra oggi e lunedì sarebbero in programma diverse mobilitazioni in tutti gli stabilimenti, seguite da assemblee informative e di confronto con tutti i lavoratori sui contenuti del piano e le loro proposte di modifica.

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