Ilva – Peacelink fa il punto della situazione

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La CE riconosce e apprezza i dati forniti dall’associazione, mentre Stefàno è scetticamente sbigottito

Il Presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti, dopo aver indetto una conferenza stampa inerente le criticità e le ingenti problematiche che derivano dalle esposizioni – di sole 24 ore – e aver reso noti i dati allarmanti frutto di una ricerca effettuata dal Centro Salute e Ambiente; ritorna sul “caso Ilva” facendo il punto della situazione e, dunque, proferendo su ciò che concerne le trattative riguardanti l’acquisto del polo industriale.

Si ritira dall’acquisto Edermir, l’unico gruppo dotato di un bilancio in attivo. L’ILVA non è conveniente da comprare in quanto perde 2,5 milioni di Euro al giorno”, così esordisce il presidente dell’associazione, Marescotti, lo stesso continua, poi, asserendo quanto segue: “Il gruppo turco Erdemir rinuncia a fare l’offerta per acquistare ILVA. Eppure era l’unico che non avesse debiti e avesse la solidità finanziaria per investire. A differenza di Arcelor Mittal che invece ha subito perdite per quasi 8 miliardi di dollari nel 2015.

Ero con il fiato sospeso di fronte alle voci che i turchi potessero comprare ILVA dando altro tempo all’agonia di questa fabbrica inquinante. Temevo il peggio, specie dopo il decimo decreto. Ora sono sereno.

Quando ho visto che l’unico gruppo in buona salute economica si ritirava, ho avuto la conferma: l’ILVA non è conveniente da comprare in quanto perde 2,5 milioni di euro al giorno (dati Corriere della Sera). Neppure con l’offerta dell’immunità penale e il prestito da non restituire contemplato nel decimo decreto”.

Vi è, inoltre, una nota positiva che contribuisce a “rasserenare” gli animi e che fa comprendere, maggiormente, la netta e sostanziale differenza che viene a delinearsi nel momento in cui a talune affermazioni corrispondono documentazioni attestanti quanto si sta comunicando alla popolazione; mentre, d’altro canto, c’è chi, per acquietare, celare e confutare la veridicità delle notizie, esplica futili attenuanti prive di fondamento.

Nello specifico, parliamo della missiva che la Commissione Europea Concorrenza ha inviato a Peacelink per ringraziarla del lavoro svolto in merito alla questione Aiuti di Stato.

Per la precisione, riportiamo testualmente quanto redatto dalla stessa Peacelink.

Nella lettera inviata ad Antonia Battaglia, il Capo Unità Joachim Lücking, informa che la Commissione ha ricevuto la lettera indirizzata da Battaglia, Marescotti e Manna il 10 giugno scorso in merito al nuovo decreto N.98 sulle disposizioni urgenti per il completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali del Gruppo Ilva.

A nome della Commissaria Vestager, vorrei informarvi che la Direzione Generale Concorrenza è a conoscenza degli ultimi sviluppi in merito alla vendita dell’Ilva e che nel contesto della procedura formale di investigazione, la DG Concorrenza sta valutando gli ultimi emendamenti alla legge e le possibili implicazioni”.

La Commissione, scrive, prende nota della vostra preoccupazione in merito al prolungamento della procedura di vendita e del potenziale impatto negativo sulla situazione finanziaria dell’Ilva.

La lettera si conclude con “Le informazioni aggiornate e le analisi della situazione fornite da Peacelink sono molto apprezzate”.

Battaglia, Marescotti e Manna avevano inviato il 15 maggio scorso un importante dossier contente le “Osservazioni di Peacelink in merito alla questione dei presunti aiuti di Stato in favore di Ilva S.p.A.”, su invito esteso dalla Commissione a tutte le parti che hanno preso parte nella denuncia della questione aiuti di Stato.

La prima denuncia effettuata da Peacelink presso la Commissione Concorrenza risale all’agosto del 2014.

Antonia Battaglia, Portavoce EU di Peacelink

Alessandro Marescotti, Presidente di Peacelink

Luciano Manna, Curatore del Dossier ILVA, Peacelink”.

Infine, commenta Marescotti: “La Commissione Europea ci risponde segnalando che continua il lavoro di monitoraggio sugli aiuti di stato all’ILVA. Tutto questo mentre a Roma sono in corso le audizioni preliminari al voto di conversione in legge del decreto che vorrebbe estendere agli acquirenti dell’ILVA l’immunità penale oggi concessa – incredibilmente – ai commissari che gestiscono la fabbrica per conto del governo”.

D’altronde, invece, appare doveroso – come, giustamente, fa notare Marescotti – trascrivere le dichiarazione rilasciate dal primo cittadino della città dei due mari, Ippazio Stefàno, in primis in data ottobre 2011 e, successivamente, quelle rilasciate proprio a giugno c.a.

Ottobre 2011. Ippazio Stefano, sindaco di Taranto: «Mi complimento per gli sforzi e i risultati ottenuti da Ilva. Attraverso i recenti dati clinici che ci giungono dalle Asl territoriali, emergono dati confortanti in relazione alle malattie più gravi, patologie che non risultano in aumento, anche grazie al miglioramento dell’ambiente e della qualità dell’aria».

Giugno 2016. Ippazio Stefano in audizione parlamentare: «Di recente il registro tumori ha diffuso dei dati in alcuni casi inquietanti. Chiedo che ci siano delle autorità nazionali che dicano effettivamente le cose come stanno. Chiedo che ci sia una verità scientifica. Le famiglie vivono con terrore del tumore. Vogliamo sapere quali sono i veri livelli di emissione che tutelano la salute. Noi rispettiamo quelli imposti dalla legge italiana, ma gli standard europei e quelli dell’organismo mondiale della sanità sono più stringenti»”.

Permangono le perplessità, ma i dubbi sono ormai vani, poiché i tarantini possiedono la verità!

 

Eleonora Boccuni

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