Incrementata la pesca illecita dei datteri. Colpo della polizia e della guardia costiera.

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Nella giornata di ieri, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio, il personale della Squadra Volante della Polizia di Stato avrebbe rinvenuto a bordo di un’autovettura circa 4 kg di datteri.

Data la portata dell’atto sarebbe stata richiesta anche la collaborazione degli uomini della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera – di Taranto per gli accertamenti tecnici.

I militari della Guardia Costiera e gli agenti della Polizia di Stato autori del fermo e del controllo del veicolo avrebbero così provveduto al sequestro e successivamente alla distruzione del prodotto ittico in questione. Gli autori delle violazioni, ovvero i due occupanti l’autovettura sottoposta a controllo, sarebbero stati entrambi deferiti alla competente Autorità Giudiziaria per la violazione delle leggi in materia di pesca e di ecoreati. Il conducente del mezzo sarebbe stato altresì sanzionato, ai sensi del Codice della Strada, poiché privo di patente di guida.

Al di là della protezione della specie del dattero di mare, la pesca di questo mollusco bivalve è vietata dalla legge per motivi ben più importanti. Molti ignorano gli incalcolabili danni ambientali che tale attività di pesca crea sul fondale roccioso, in quanto per poter prelevare i datteri marini è necessario frantumare lo scoglio in cui il bivalve in questione vive nascosto. Il danno ambientale così prodotto è talmente invasivo che per il ripristino della fauna delle zone costiere danneggiate e deturpate sono necessari addirittura decenni.

Nonostante il divieto di pesca e l’attività di controllo tesa a prevenire e reprimere ogni attività di pesca, detenzione e commercializzazione illegale di tale prodotto, purtroppo il dattero viene tuttora richiesto e pescato da personaggi senza scrupoli lungo le coste pugliesi, incuranti del danno che recano all’ecosistema marino, per soddisfare la richiesta in questo commercio illecito che, nel tarantino, sta ultimamente vedendo un preoccupante incremento. Per arginare tale fenomeno criminoso è pertanto necessario sia denunciare alla Guardia Costiera i pescatori di datteri sia segnalare i ristoranti e le pescherie che li offrono alla propria clientela e nondimeno sensibilizzare chi ancora li consuma, sull’incredibile disastro ambientale che indirettamente causano all’ecosistema marino.

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