La Liberazione nel sud, in Puglia e in provincia di Taranto, nel settembre del 1943: lezioni di libertà al mondo.

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Ostro a Taranto anni 30 (SM)

Se il 25 aprile scorso, si è festeggiato, come di consueto, il 71esimo anniversario della liberazione d’Italia dalle dittature nazi-fasciste; non in tutte le località italiane, la liberazione avvenne quel giorno. Al sud, infatti, in seguito all’armistizio con le Forze Alleate anglo-americane, datato 8 settembre 1943, la liberazione avvenne proprio in quei frenetici giorni. La Sicilia era in mano agli Alleati, già qualche giorno prima della firma dell’Armistizio, mentre a Napoli, un incredibile insurrezione popolare, avvenuta tra il 27 settembre e il 30 settembre del 1943, consentì alle Forze Alleate di trovare al loro arrivo, il 1º ottobre 1943, una città già libera dall’occupazione tedesca, grazie al coraggio e all’eroismo dei suoi abitanti. L’episodio è passato alla storia come “Le quattro giornate di Napoli”, e fu una dimostrazione lampante di come il Sud insegnò al mondo cosa vuol dire la parola libertà e soprattutto cosa vuol dire avere una propria identità. In Puglia, quello stesso mese, si combatterono aspre battaglie per la liberazione. A Taranto l’8 settembre ancora non si festeggiava l’avvenuta liberazione, ma si combatteva per ottenerla, tanto che l’insurrezione della popolazione e le notizie che gli Alleati stavano giungendo da Sud, costrinsero le truppe naziste a ritirarsi sulle alture di San Basilio in agro di Mottola, da dove avrebbero cercato di sorprendere l’avanzata anglo-americana. La città di Mottola venne circondata la mattina del 9 settembre, ma già alle due del pomeriggio giunsero i primi paracadutisti inglesi, che vennero accolti tra il tripudio della popolazione. Il giorno dopo, il 10 settembre del 1943, tutta la provincia di Taranto era in mano agli alleati. Quel 9 settembre lo stesso accadde a Bari, come se la Puglia fosse accomunata dal medesimo moto insurrezionale per cacciare l’oppressore germanico.  I nostri soldati, comandati dal generale Bellomo e spalleggiati dagli antifascisti e dagli abitanti della città vecchia, si scontrarono con i tedeschi intenzionati a prendere possesso del porto e delle navi lì attraccate. Il combattimento, che costò la vita anche a due civili, si risolse con la vittoria degli italiani, e come accadrà per Napoli, anche qui gli Alleati entrarono in una città già libera dall’occupazione tedesca. A Bitetto e Castellana i tedeschi furono respinti dalla popolazione in armi, mentre a Barletta si consumava la più strenua resistenza nazi-fascista, con rastrellamenti e stragi di massa. L’occupazione tedesca durò fino alla mattina del 24 settembre, quando la città fu liberata da reparti inglesi, canadesi e neozelandesi, uniti a civili e anti-fascisti che già avevano partecipato ai moti di liberazione a Bari e in provincia di Taranto. Mancava solo la provincia di Foggia, che soltanto a metà ottobre, dopo la cruenta battaglia di Candela, avrebbe respirato l’aria della ritrovata libertà. Così come il resto della regione, che secondo le cronache fu totalmente liberata il 16 ottobre del 1943. La Puglia, dunque, insieme a Napoli, diede in quegli anni una lezione di libertà al mondo. Una lezione di libertà di noi pugliesi, di noi tarantini,che merita di essere ricordata e raccontata alle nuove generazioni.

Domenico Palattella

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