“La Passione di Cristo” di Lizzano, la rassegna artistica-religiosa che ripercorre il calvario del nostro Salvatore

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Fonte: Salvatore Lupo

La “provvidenza Divina”, la devozione, la tradizione, la storia, l’emotività tradotta in espressione visiva e nella sofferenza patita dal Cristo, simbolo di pathos, assoluzione dei peccati e l’Atto di Fede illustrato mediante la pace del Risorto

Fonte: Salvatore Lupo
Fonte: Salvatore Lupo

Giunta alla sua XLVI edizione, “La Passione di Cristo”, rappresenta il connubio perfetto tra ciò che, la volontà popolare e l’associazione detentrice e promotrice di tale rassegna, concepiscono mediante la diligente cura per i dettagli, il fedele accostamento evangelico in riferimento alla rappresentazione scenica, la devozione, la benevolenza caritatevole della stessa comunità, la quale si rende partecipe con donazioni che contribuiscono a rendere, tale manifestazione, ogni anno ricca di novità che ne esaltano il valore spirituale e incantano il considerevole numero di visitatori che, giungono nel piccolo comune ionico, al fine di assistere a codesta magnificenza scenica e illustrativa.

La condivisione dei valori cattolici, la caparbietà decifrata e parafrasata come un elevato senso d’altruismo e solidarietà, principi indissolubili che, all’unisono, si accordano armonicamente coinvolgendo le varie realtà lizzanesi che ne beneficiano il successo e l’impegno profuso al fine di realizzare quanto summenzionato.

A tal proposito, Angelo Nisi, organizzatore, membro dell’Associazione “Pietre Vive Onlus” e consigliere nazionale di Europassione, rende noti i momenti salienti de “La Passione”, narrando e descrivendo, attraverso una simbolica rievocazione dei passaggi storici, ciò che ha permesso di rendere possibile il concepimento di quest’ultima.

Fonte: Salvatore Lupo
Fonte: Salvatore Lupo

In primis, illustriamo l’importanza di questa rassegna, denominata “La Passione di Cristo”, giunta alla sua XLVI edizione, la quale attira un numero, sempre maggiore, di persone e ripercorre le pene del Cristo nel breve periodo che precede la sua dipartita.

È una manifestazione di considerevole importanza, non soltanto a livello personale, bensì per quanto concerne la città, perché Lizzano, come testimoniato da numerose fonti, ha sempre avuto un legame particolare con la storia del Cristo e della Sua Passione. Ad avvalorare quanto dianzi menzionato, vi è la comprovata presenza delle varie opere che ne evidenziano l’importanza: il Calvario (uno dei sepolcri più belli del nostro Paese, il Monte al quale si accostano i magnifici affreschi che ne accreditano l’elevato valore artistico,), i vari Crocifissi (la Cappella del Crocifisso) e gli innumerevoli ambiti in cui ritroviamo la Croce di Gesù, come vicinanza e sacro riferimento religioso.

Inoltre, sul finire del XIX° e gli inizi del XX° secolo, a Lizzano si celebrava “La Tragedia”, un modo che permetteva di tramandare, alla gente umile, la storia di Gesù, mediante terzine poetiche, rappresentate, anche, nel “Cinema Massimo”.

Nel 1971, per volontà dell’allora parroco di venerata memoria, Padre Stefano Marchionna, si volle cercare di realizzare in chiave moderna ciò che rappresentava la tradizione locale.

Un momento di preghiera collettiva e, dunque, le Vie Crucis che si celebravano in chiesa vennero portate all’esterno, grazie alla lungimiranza del parroco. Da qui, ebbero inizio le prime scene: la Via Crucis e la Crocifissione; successivamente, la fantasia dei giovani contribuì a incrementare il numero delle scene da recitare, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui partiamo dall’ingresso a Gerusalemme e terminiamo con la Resurrezione. Ciò descrive la cultura del nostro popolo e la volontà di voler vivere un momento di preghiera, il quale accomuna le varie famiglie lizzanesi che hanno partecipato, in maniera diretta, a “La Passione” (almeno un componente famigliare).

Uno dei patrimoni del nostro paese che abbiamo il compito di custodire; un momento di preghiera, ma, al contempo, una rappresentazione che permette, a Lizzano, di identificarsi in qualcosa.

Difatti, Lizzano è il paese de “LA Passione” e, questo merito, viene riconosciuto a livello nazionale e internazionale, poiché, Pietre Vive fa parte di un organismo europeo, chiamato “Europassione”, all’interno del quale vi è “Europassione per l’Italia”, nel quale ci siamo anche noi. Insieme a questa rete stiamo per terminare il progetto UNESCO (le “Buone Pratiche”, in merito alle tradizioni che vengono tramandate di generazione in generazione), il quale, il prossimo autunno, contribuirà a rendere Lizzano, assieme ad altre 5 città, patrimonio immateriale dell’umanità. Un ottimo motivo per essere orgogliosi”.

Un evento che diviene sinonimo di un patrimonio storico-culturale e, soprattutto, religioso. In un contesto del genere, quant’è importante la “Provvidenza Divina”?

Nel momento in cui si organizza una rassegna, capita spesso di imbattersi in difficoltà di vario genere (ad esempio: tra gli attori, durante le prove de “La Passione”, il più delle volte, emergono le spigolosità del carattere), ma, alla fine, comprendiamo che, tutto quello che abbiamo concepito, non è per merito nostro, bensì è volontà di Dio che ci permette di portare avanti nel tempo questo progetto”.

La buona volontà è, ad ogni modo, importante, al fine di ottenere il risultato sperato.

Indubbiamente. Ma, anche, un’indispensabile e adeguata <<formazione spirituale>> che permette di “uniformare” i vari caratteri per mezzo della Misericordia di Dio”.

La Fede e la Devozione: c’è differenza tra passato e presente?

Io penso che non sia cambiato nulla, perché il fatto di voler mantenere salda la tradizione, permette di concepire queste opere come testimonianza di Fede”.

Fonte: Salvatore  Lupo
Fonte: Salvatore Lupo

Quali sono le tue impressioni in merito alla XLVI edizione de “La Passione di Cristo”?

Come ogni anno, cerchiamo di realizzare scene nuove [quest’anno ne avremo diverse, sia dal punto di vista visivo (palchi, colonne, le nuove scene di Pilato) e sia per ciò che concerne la Via Crucis che non si svolgerà più dov’è stata fatta lo scorso anno]. Il tema è sempre lo stesso e, dunque, si narra la storia di Gesù Cristo, ma, con novità interessanti che destano curiosità. Inoltre, cerchiamo di integrare sempre nuove persone; difatti, quest’anno saranno numerosi coloro che reciteranno per la prima volta. Un fattore importante che, attraverso una manifestazione simile, permette di far avvicinare alla Fede diversi soggetti che, in realtà, si erano allontanati da questo <<ambiente>>”.

Un evento che, per circa due mesi, diviene un interesse primario, facendo mettere, momentaneamente, in disparte: la famiglia, il lavoro e tutto ciò che di più caro, ogni singola persona, possiede.

Infine, una breve postilla da rammentare: come interpreti il fatto che il pubblico (un elevato numero di individui) accorra a Lizzano per non perdere la rassegna in questione?

È un aspetto alquanto positivo che, proprio per questo motivo, ci ha permesso di mettere a disposizione un autobus che, partendo da Martina Franca, sia in grado di trasportare i pellegrini”.

Si ringrazia Salvatore Lupo che, come sempre, attraverso la sua gentile concessione fotografica, riesce a catturare i momenti essenziali di una rassegna che emoziona, non solo un paese, ma, un’intera regione; scatti tradotti in emozioni artistiche!

Eleonora Boccuni

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