La Uil Puglia denuncia l’emergenza posti letto negli ospedali tarantini

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“I posti letto a Taranto servono subito: perché ci si ostina a puntare sulla costruzione del San Cataldo che probabilmente vedrà la luce tra un decennio e che nasce privo di opere urbanistiche e infrastrutturali? Piuttosto si faccia come per il Vito Fazzi di Lecce e si provveda all’ampliamento dell’ospedale Moscati”

È ciò che sostiene Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia, in merito all’emergenza dei posti letto negli ospedali tarantini. Problematica molto discussa negli ultimi tempi soprattutto dopo i decreti di riordino ospedaliero che hanno visto la chiusura di molti reparti anche nel territorio provinciale e che hanno sicuramente incrementato l’afflusso di pazienti dai paesi limitrofi alla città. Stando ai dati sul rapporto posti letto – abitanti infatti, fa notare il segretario, la provincia tarantina risulterebbe essere la peggiore a livello regionale ma anche nazionale. Se la media nazionale corrisponde a 3,7 posti letto su 1000 abitanti, Taranto scenderebbe infatti ad una media di 2,4 su 1000 abitanti. Una media preoccupante vista l’emergenza sanitaria e ambientale in cui vive il territorio.

A sostegno della sua tesi Aldo Pugliese, punta il dito sul progetto che vedrà la costruzione dell’impianto ospedaliero S. Cataldo, a detta del segretario, troppo distanze dall’emergenza attuale e urgentissima e dai costi troppo elevati per il Comune di Taranto in ambito di “infrastrutture e opere urbanistiche utili a rendere quantomeno accessibile e fruibile un ospedale che sarà realizzato in aperta campagna, senza collegamenti viari di sorta e senza i servizi minimi e indispensabili (acqua, gas, elettricità, fogna, ecc)”.

Unica soluzione possibile è vista dal segretario UIL nell’ampliamento dunque del già esistente nosocomio “G. Moscati” che sarebbe proprietario anche del terreno circostante e dotato già delle opere di urbanizzazione e dei servizi essenziali.

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