La Zelatore a 100 Sport Magazine di Studio 100

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La carica di chi vuol crederci fino in fondo, programmando per la prossima stagione e con la grinta di voler far rivivere alla città una nuova alba calcistica. Elisabetta Zelatore, presidente del Taranto, ospite a 100 sport magazine Taranto, esprime i suoi sentimenti alla vigilia delle ultime 5 gare di campionato e in prospettiva stagione successiva.

“La giornata pro Taranto è volta ad attirare quanta più gente possibile allo stadio visto il momento importante che sta vivendo la nostra squadra. Vedi gli applausi al rientro della squadra da Gallipoli, segno di affetto tra i tifosi, calciatori e staff. Chi ce l’ha fatta fare? Domanda classica: nei momenti storici di una città bisogna dare il nostro contributo e noi lo stiamo facendo. Bisceglie? Darà il massimo sicuramente, non penso a nessuna dietrologia. Lega Pro con Zalatore-Bongiovanni? Dicevano la stessa cosa se avessimo la possibilità in serie D, bisogna però guardare quelli che sono i fatti. Questa squadra ha un grande spirito di appartenenza, con l’ossatura dello scorso anno e il coinvolgimento di alcune figure tarantine. C’è la voglia di far in modo che questa città abbiamo un risarcimento morale. Quattro anni fa, la data di inizio del nostro impegno, abbiamo dato vita a questa società e come obiettivo abbiamo la voglia di fare il massimo. Sotto certi aspetti stiamo iniziando a organizzare il prossimo anno. L’otto maggio contiamo di terminare il nostro campionato e dal 9 lavoreremo per il prossimo anno. Ragno dice che siamo sfavoriti? Noi siamo tutti sullo stesso piano. L’interessamento di Niccolò Cusano? Non lo sappiamo ma se è interessato alla città di Taranto a noi non può che far piacere e non ci interessa per il momento. Cosa migliorare con la piazza? Speriamo che tutti si sentano parte di questa grande famiglia che stiamo costruendo. Il meno 10 dopo il ko di Francavilla Fontana? La politica dei piccoli passi può sicuramente portare a raggiungere, o provarci, gli obbiettivi sperati, creare le condizioni positive eliminando quelle negative. Una grande mano all’interno del gruppo squadra l’ha data Francesco Montervino che ha assunto un approccio adeguato al momento che stavamo vivendo, al calarsi col gruppo di lavoro di Michele Cazzarò, oltre alla capacità, dai grandi ai piccoli calciatori, di partecipare e vivere questo progetto in maniera positiva. Tutto ciò è stato il viatico per riuscire ad essere tutti quanti noi stessi. Cazzarò? Bravo, tecnicamente e come persona. Genchi? Una potenza. Lavorare a confronto con tanti uomini? Nessun problema, anzi ho una esperienza tale dal punto di vista societario, acquisita col volley, che mi permette, con la complessità che c’è nel calcio, di poter avere un bagaglio utile a poter dirimere alcune difformità. Una mamma? Con tutti cerco di essere anche una zia e, perchè no, una nonna – sorride la Zelatore. Montervino? Molto intelligente. Scardino? Una istituzione assieme a Santino Simone la memoria storica del Taranto. La stampa locale? Ottimi professionisti che fanno il loro lavoro, con opinioni che divergono dalla società, ma è giusto che sia così altrimenti saremmo nell’Unione Sovietica fino a Gorbaciov. Un appunto ad alcuni esponenti della carta stampata: un po’ tifosi. In situazioni di crisi non aiuta a dare delle lettura oggettiva. Chi decide sul Taranto: Elisabetta Zelatore o Tonio Bongiovanni? Sono 40 anni che ci troviamo d’accordo, l’operatività è la mia. Bongiovanni, così come fa nell’attività lavorativa e nel volley mi lascia carta bianca sull’operatività. Ci sono confronti quotidiani ma la sintesi è ben fatta. Il Taranto in Lega Pro il prossimo anno? Ritengo di si e domenica tutti al campo per spingere con la voce i nostri ragazzi alla vittoria. Per la giornata Pro Taranto anche noi dirigenti massimi faremo il biglietto. Io nella stanza dei bottoni, ossia in Lega? Non ci sto pensando, ma è giusto che dobbiamo portare l’umanità e l’esperienza del nostro territorio in quei luoghi. E’ un pensiero da fare successivamente”.

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