“L’altra città”: un percorso artistico multi-sensoriale per la prima volta all’interno del carcere

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Fino al 15 Giugno sarà allestito, nella casa circondariale “Carmelo Magli” di Taranto, un importante evento artistico-culturale: L’altra città. Un percorso partecipativo e interattivo nella realtà carceraria italiana.

Il progetto sostenuto dall’Associazione di Volontariato Penitenziario “Noi & Voi” onlus, è curato dal teorico e critico d’arte Achille Bonito Oliva e da Giovanni Lamarca, comandante del reparto di Polizia Penitenziaria della locale casa circondariale, con il contributo di detenuti, personale in servizio e in pensione (Anppe), artisti, esperti e scrittori tra i quali Giulio De Mitri (artista e docente), Roberto Lacarbonara (giornalista e critico), Anna Paola Lacatena (sociologa e scrittrice), Giovanni Guarino (attore e animatore).

L’installazione consisterebbe in un’opera di “site specific” realizzata nella sezione femminile del carcere di Taranto. Si tratta di un percorso artistico, culturale e sociale che presenta l’esperienza detentiva come reale opportunità di crescita interiore e di apertura a possibili cambiamenti, dando modo al visitatore di immergersi all’interno di quelli che sono che sono i luoghi della pena oggi al di là dei luoghi comuni proposti dal cinema o da certa informazione sensazionalistica.

Attraverso determinati momenti che scaglionano il percorso, ci si potrà muoversi attraverso tutto ciò che accomuna le sensazioni dei e delle detenute, iniziando dal foto segnalamento iniziale passando per l’isolamento sino alla cella che prevede gli ultimi momenti della detenzione addobbata da oggetti che ricordano l’attesa libertà.

Gli organizzatori informano che l’accesso alla mostra all’interno del carcere è totalmente gratuito e prevede un’iscrizione sino al 15 giugno 2017 tramite l’invio del proprio documento d’identità e della firma sull’apposita liberatoria, all’indirizzo mail laltracittanoievoi@gmail.com o al numero 340 822 7225.

Insomma un importante occasione per sperimentare sulla propria pelle, al di là dell’immaginario collettivo, una realtà tenuta molto spesso a distanza e di cui forse si ignora l’esistenza. Una curiosità da togliersi e un’esperienza per riflettere.

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