L’altra faccia della movida: un arresto e diverse segnalazioni

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Con l’inizio della stagione estiva, il Comando Provinciale Carabinieri di Taranto ha predisposto l’intensificazione dei servizi di controllo del territorio con particolare attenzione nei luoghi della movida della fascia jonica della provincia, finalizzati tra l’altro, alla prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti.

In tale ambito, i Carabinieri della Stazione temporanea di Castellaneta Marina (Ta), nei pressi di un locale da ballo del posto, avrebbero arrestato, in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, un 29enne, di Canosa di Puglia (BAT).

I militari, nel corso di un servizio di osservazione, dopo aver notato che il 29enne veniva avvicinato da diversi giovani, con il quale si intratteneva solo per pochi attimi prima di allontanarsi, insospettiti, avrebbero deciso di sottoporlo ad una controllo.

Il soggetto, alla vista dei Carabinieri, si sarebbe disfatto di un pacchetto di caramelle che, prontamente recuperato dai militari, sarebbe risultato contenere 14 pasticche di stupefacente del tipo ecstasy. La successiva perquisizione personale avrebbe permesso inoltre di rinvenire, nella tasca dei pantaloni del 29enne, ulteriori 2 pasticche della medesima sostanza, 7 grammi di ketamina e la somma di 10 euro che, unitamente allo stupefacente, sarebbe stata sottoposta a sequestro poiché ritenuta provento dell’attività spaccio, sino a quel momento posta in essere.

Nel medesimo contesto, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castellaneta, avrebbero segnalato, alle competenti Prefetture, quali assuntori di sostanze stupefacenti, 7 giovani originari delle province di Taranto, Matera e Bari, perché trovati in possesso di complessivi 5 gr. di hashish, 3 di cocaina, 3 di marijuana e 2 di MD.

Tutto lo stupefacente sequestrato sarà inviato al L.A.S.S. del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Taranto per le analisi chimiche-gascromatografiche, mentre  l’arrestato, così come disposto dal P.M. di turno presso la Procura della Repubblica del capoluogo jonico, sarebbe stato sottoposto agli arresti domiciliari.

 

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