Le marine di Ginosa e Castellaneta: eccellenze del tarantino

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ginosa marina

Due giorni fa, l’11 maggio, è uscita la lista dei 280 comuni italiani, che grazie alla qualità delle loro spiagge e dei loro servizi, hanno ottenuto le Bandiere Blu 2016, il riconoscimento internazionale assegnato dalla Fee (Foundation for environmental education) in base a determinati criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio. La Puglia conferma le 11 Bandiere Blu dello scorso anno, con l’unica eccezione di Carovigno che prende il posto di Monopoli. La Provincia di Taranto conferma per il secondo anno di fila, l’accoppiata Ginosa Marina- Castellaneta Marina, la prima presente nell’elenco delle Bandiere Blu da ben 18 anni di fila, la seconda dall’anno scorso, ma che a fasi alterne ne ha ottenute svariate nel corso degli ultimi 20 anni. Le marine di Ginosa e Castellaneta sono ormai delle eccellenze a livello nazionale, e questo non può che farci piacere, il segno inequivocabile di tanti fattori che hanno portato a questo importante riconoscimento: in primis l’attenzione per l’ambiente e per le proprie ricchezze naturalistiche, che i due comuni hanno messo sempre in primo piano, qualunque sia il colore politico delle amministrazioni, che si sono alternate alla guida dei due paesi. La tutela del proprio territorio, la pulizia delle spiagge, che viene fatta in maniera serrata addirittura anche a gennaio, la cura del manto stradale: sono tutte piccole cose che alla lunga pagano in positivo. Volere, sapere e credere di trarre ricchezza e gloria dal proprio territorio, è questa l’innovazione culturale, stile Matera, che è ormai presente da anni a Ginosa e Castellaneta. E che dire, questo conta e non poco, basti pensare alla vicina Chiatona, divisa tra i comuni di Palagiano e Massafra, e che condivide con Ginosa e Castellaneta lo stesso mare azzurro. E basta. Il resto è un assoluto porcile, sia che ti rechi nella zona di Palagiano che in quella di Massafra, manca tutto e la pulizia non viene effettuata nè in Aprile, nè in Maggio, nè in Giugno, se non dai Lidi privati. L’incuria delle spiagge in quella località balneare è devastante, ancora ci sono ampi tratti di marciapiedi del Lungomare completamente sommersi dalla sabbia accumulatasi nei mesi invernali. Le amministrazioni languono, soprattutto Massafra, e Chiatona è lasciata al suo destino. Ah, quanto servirebbe poco, per rilanciare questo sito balneare, ma evidentemente non c’è l’interesse economico di volerlo fare. Ritornando a Ginosa e Castellaneta, l’ente che assegna le Bandiere Blu, ha reso note le motivazioni e i criteri di assegnazione dell’ambito riconoscimento, entrambe le nostre località balneari, sembra abbiano preso il massimo dei voti, e sono addirittura tra i primissimi posti nazionali.  Questi criteri vanno dall’assoluta validità delle acque di balneazione (devono avere una qualità `eccellente´) all’efficienza della depurazione, dalla raccolta differenziata alle aree pedonali, piste ciclabili e spazi verdi, fino alla dotazione di tutti i servizi sulle spiagge. Se tutto ciò si incatena alla perfezione la Bandiera Blu è assicurata e con essa i fondi che ne derivano e la notorietà a livello nazionale, come luogo marittimo e balneare di eccellenza assoluta. In ultimo due parole sulla fascia orientale dell’arco jonico tarantino, quella scogliosa che va da San Vito e Gandoli, fino a Campomarino. Acque cristalline, senza dubbio, di colore smeraldino, sullo stile di Otranto, ma mancano evidentemente alcuni servizi essenziali. Eppure qualcosa si muove, da un comunicato della Fee Italia, sembra che quest’area sia sotto stretta osservazione dell’Ente. Che significa ciò? Che con qualche piccolo e opportuno perfezionamento, in futuro, anche questa fascia costiera, dal mare incantevole, potrà finalmente inserirsi tra le “Bandiere Blu”. Lo meriterebbe, ma evidentemente c’è ancora qualcosa che non va.

Domenico Palattella

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