Le vittime della strage. C’è anche Giuseppe che lavorava in un campo vicino

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Storie di vita che mai avremmo dovuto raccontare per un dramma consumatosi per negligenza umana. C’è anche una ragazza i cui famigliari sono di origine martinese. La mamma che tiene stretta la sua bimba mentre entrambe stanno per morire, la nonna che salva il nipotino di sette anni facendogli scudo con il suo corpo. Il macchinista che appena finito il turno doveva correre dalla figlia per accompagnarla in Comune per la promessa di matrimonio. È il giorno dello strazio in Puglia, quello del riconoscimento delle vittime. Al Polilcinico di Bari il dolore delle famiglie è immane per quell’assurdo incidente, dettato da un errore umano o tecnico ma comunque inammissibile, che ha portato due treni carichi di studenti e pendolari a scontrarsi a cento chilometri all’ora. Molte delle vittime, è l’amara considerazione del medico legale quando il pellegrinaggio dei familiari è finito, erano giovani: almeno il 50% di loro. Vite spezzate in una mattina di luglio. Lutto cittadino ad Andria. Il sindaco di Andria, Nicola Giorgino, con una ordinanza ha proclamato a partire da oggi e sino alla celebrazione delle esequie, che dovrebbero svolgersi sabato, il lutto cittadino in seguito al grave incidente ferroviario avvenuto ieri mattina sulla tratta Corato-Andria, determinando la morte di numerosi andriesi e il ferimento di molti altri. La mamma e la figlia morte abbracciate. Il racconto più drammatico è quello di una volontaria. “Erano contro un ulivo, la mamma con il suo corpo proteggeva la bimba piccola ed erano in posizione fetale. Sono le prime che ho trovato, in mezzo a teste, braccia, mezzi busti sparsi ovunque sotto gli ulivi”. Marianna Tarantini, volontaria del Ser di Corato, è arrivata tra i primi sul posto ieri e oggi è qui per continuare a prestare soccorso e racconta con gli occhi pieni di lacrime i primi momenti dopo il disastro. “Chi è mamma può capire la dolcezza infinita di questi corpi abbracciati, con la madre che ha tentato fino all’ultimo di proteggere la sua bambina”. Il nipotino salvato dalla nonna. È ricoverato in gravi condizioni un bambino di sette anni di Barletta, che viaggiava insieme a sua nonna, Donata Peppe, morta nell’incidente. Il bambino è ricoverato ad Andria, le sue condizioni sono gravi: è stato preso in braccio dai soccorritori e portato in ospedale. L’estetista che lascia una bimba di due anni. Tra le vittime dell’incidente ferroviario tra le campagne di Andria e Corato, c’è anche Patty Carnimeo, trent’anni, che lascia una figlia di due anni e mezzo. “Era originaria di Bari – racconta sua zia – ma si era trasferita ad Andria dopo il matrimonio. Era un angelo, bellissima e dolcissima”. Altre amiche precisano che Patty faceva l’estetista e veniva tutti i giorni a Bari per lavoro. Il giovane operaio che stava andando in ospedale. La speranza dei parenti è venuta: il 23enne Gabriele Zingaro, fino a stamattina disperso, è stato riconosciuto dai genitori tra i 23 corpi delle vittime dell’incidente ferroviario tra Andria e Corato, che si trovano nell’istituto di Medicina legale del policlinico di Bari (un’altra salma arriverà in giornata da Andria). Gabriele aveva da poco trovato lavoro in una fabbrica di Modugno (Bari) e ieri era venuto al Policlinico per farsi controllare una ferita che si era procurato in un infortunio sul lavoro. Il funzionario di polizia. C’è anche un funzionario di polizia fra le vittime del tragico scontro fra treni. Si tratta di Fulvio Schinzari, di 53 anni. Era stato commissario, fra gli incarichi ricoperti, a Canosa di Puglia e Trani. L’uomo viaggiava con una delle sue figlie della quale al momento non si sa nulla. Il corpo dell’uomo è stato riconosciuto da un collega poliziotto che stava lavorando ai soccorsi e che l’ha riconosciuto. Morti entrambi i macchinisti. Non ce l’hanno fatta i due macchinisti. La speranza che uno dei due si fosse salvato è finista stamattina. Sono di Luciano Caterino, 37 anni, originario di Corato (Bari), i resti umani trovati a bordo del convoglio giallo, quello proveniente da Bari, di cui era il macchinista. L’uomo nell’impatto è rimasto dilaniato. L’altro macchinista di chiamava Pasquale Abbasciano ed era a un anno dalla pensione. Secondo quanto riferito dai conoscenti, era di Andria e scherzava spesso sul fatto che sarebbe andato presto in pensione. Ieri sarebbe dovuto andare ad accompagnare la figlia in Comune, per la promessa di matrimonio. A quanto si apprende, inoltre, qualche anno fa Abbasciano sarebbe rimasto coinvolto in un deragliamento leggero dello stesso treno ma senza conseguenze. Tre studenti universitari tra le vittime. Iolanda Inchingolo, 25enne di Andria, studente di Lettere e Filosofia; Francesco Tedone, 19enne di Andria, studente di Informatica; Gabriele Zingaro, 23enne, studente di Scienze dei materiali: sono tre studenti dell’Università di Bari morti nell’incidente ferroviario avvenuto ieri. Il rettore dell’ateneo barese, Antonio Uricchio, è stato nell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari dove sono in corso le procedure di riconoscimento di 23 salme. L’hanno riconosciuta dall’anello: Jolanda, non se ne separava mai. Alla fine dell’estate si sarebbe spostata con Marco, sul suo profilo facebook la foto della Torre Eiffel. Il 15enne che stava andando ai corsi di recupero. Aveva solo 15 Antonio Summo che ad Andria andava per recuperare due crediti scolastici. Ieri non stava tanto bene e il padre gli aveva consigliato di restare a casa, ma lui aveva preferito andare lo stesso, per non perdere ore di lezione. Nel frattempo il Procuratore aggiunto di Trani, Francesco Giannella ha reso noti i nomi di tutte le vittime identificate: Maurizio Pisani, 49 anni, figlio del docente di procedura penale Mario Pisani e fratello dell’avvocato Simona Pisani del foro di Pavia. Laureato alla Bocconi aveva una società di marketing. Viveva e lavorava a Milano Benedetta Merra, 52 anni di Andria, si stava recando a Bari per alcuni controlli medici. Salvatore Di Costanzo, 56 anni, di Campagnola. Volto noto del calcio provinciale bergamasco, Di Costanzo nella vita era un agente di commercio. In Puglia si trovava proprio per un incontro di lavoro al quale non si è mai presentato. La salma di Salvatore Di Costanzo è stata riconosciuta nella prima mattinata di mercoledì 13 luglio dalla moglie e dal figlio che, non avendo sue notizie, martedì sera erano partiti per la Puglia per capire la situazione. Albino De Nicolo, 53 anni, capotreno che ieri mattina stava lavorando sulla linea Bari Nord a bordo di uno dei due treni coinvolti nella sciagura. Il suo nome è comparso nell’elenco ufficiale delle vittime, assieme all’altra donna terlizzese Donata Pepe, la nonna di Samuel, il bimbo salvato dai vigili del fuoco. Michele Corsini, 61 anni, era originario di Barletta. Da diversi anni si era trasferito in un paesino nel bergamasco, ma tornava spesso nella sua città natale, doveva gestiva un bar. Anche la mattina dell’incidente aveva preso il treno per arrivare a Barletta dall’aeroporto di Bari Karol Wojtyla.
Enrico Castellano, 72 anni, nato a Ostuni, fratello di Franco, giornalista sportivo della Gazzetta del Mezzogiorno. Da tempo viveva a Torino ed era un dirigente del Banco di Napoli. Dopo la pensione tornava più spesso in Puglia. Lunedì era atterrato a Bari per andare a trovare il figlio in occasione del compleanno del figlio di due anni, Carlo. Alessandra Bianchino, 29 anni, era nata a Trani, ma viveva ad Andria dove lavorava all’Oratorio Giovanile Salesiano Maria Aloisi, 49 anni, viveva a Modugno ma tornava spesso ad Andria per far visita al padre. Lascia il marito Donato e i figli Leo, Marco e Andrea Giuseppe Acquaviva, 51 anni, faceva il contadino. Era nel suo campo e stava lavorando alla potatura. È stato ucciso dai pezzi dei treni deflagrati ed è morto in ospedale.
Giulia Favale, docente di conversazione in lingua straniera (francese), aveva lavorato presso il Liceo Classico di Andria e presso il Liceo Scientifico di Barletta. (fonte l’Avvenire)

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