L’editoriale – Taranto, perché?

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di Francesco Leggieri
Premesso che il campionato, se lo si è perso, di sicuro non è accaduto a Marcianise (al massimo, si può pensare di averlo perso domenica scorsa, contro il Serpentara, allo Iacovone), qualcosa non è comunque chiara. Rimane un dubbio: perché un secondo tempo a perdere a Marcianise? Nessuno avrebbe avuto da ridire se si fosse vinto (e i rossoblù lo stavano facendo, molto bene, nella prima frazione di gioco). Noi non intendiamo sparare su Montervino, nemmeno su Mister Campilongo che aveva guidato per tre mesi il Taranto. Tutto si compensa intorno ad una sfera (o palla rotonda, come dicevano gli antichi sportivi). Riteniamo, infatti, che il periodo in cui era seduto in panca il tecnico campano, possa essere servito a Cazzarò per ritrovarsi, per poter rientrare alla grande, acclamato dalla folla. E poi, c’erano sempre i tre punti trovati “a terra”, quelli del Bisceglie benefattore degli ultimi tempi, dove si era perso e, per un errore tecnico, furono assegnati alla squadra ionica. Quindi, riusciamo a salvare tutto (o quasi), prima della partita col Serpentara e siamo davvero dispiaciuti per il Presidente che tanto si era spesa, insieme al suo consorte, affinché si potesse raggiungere quella C che manca da quattro anni, periodo che sembra interminabile e che sta facendo ammattire una tifoseria intera, mentre altre nobili decadute di tutta Italia, stanno rientrando nei quadri di competenza (vedi Spal, in B, Sambenedettese e Parma in C, per non parlare del fenomeno Crotone che sta per approdare in serie A). Ora serve solo calma: ci sono ancora i play-off e c’è la possibilità di arrivarci con un piazzamento migliore rispetto al quarto posto attuale in graduatoria. Non abbandoniamo la società. Questi signori meritano rispetto. F.L.

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