Legambiente: “A Lama discariche a go-go”

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Via Girasoli, Lama, lato verde della lunga strada che costeggia il quartiere periferico: il ciglio della strada è diventato una discarica a cielo aperto, colma di spazzatura casalinga e quant’altro (mobili, pneumatici, cartoni, televisori, cuscini, materassi, sedie, plastica, porte). Insomma,  “Il mercatino della monnezza”. Denuncia ciò Legambiente:img-20161106-wa0010

“Abbiamo fatto un sopralluogo stamattina (ieri per chi legge): nessun intervento di rimozione dei rifiuti risulta essere stato effettuato. Anzi: la quantità di rifiuti, rispetto alla prima segnalazione, è aumentata. Il problema  non riguarda solo via Girasoli; di zone trasformate in piccole discariche abusive a Lama ce ne sono altre: le stradine che portano a mare ne sono costellate. Quelle di cui parliamo  sono aree ad alto insediamento abitativo, scarsamente presidiate dalle autorità di vigilanza dove cittadini incivili continuano impuniti a fare scempio del territorio, con gravissimo danno al patrimonio naturale e all’immagine della nostra città, e a mettere a rischio la salute dei suoi abitanti. Che deve fare un cittadino onesto e attento, che paga regolarmente le tasse per la raccolta dei rifiuti, che fa la raccolta differenziata, per vedere risolto il problema? Deve provvedere da solo? Deve rassegnarsi a convivere con la monnezza in una sorta di Far West dove ai banditi tutto è consentito? Abbiamo scritto al Sindaco, all’Assessore all’Ambiente, al Dirigente all’Ambiente del Comune di Taranto e, per conoscenza, all’AMIU per segnalare la notevole quantità di rifiuti presenti nel territorio di Lama, con particolare riferimento a via Girasoli, quasi fronte mare, allegando le foto forniteci dagli stessi cittadini. Abbiamo esposto quanto i cittadini ci hanno riferito.
Al Comune chiediamo che il territorio venga sorvegliato, chiediamo che questi ecocriminali vengano individuati e puniti con sanzioni adeguate al danno che provocano.
E che i rifiuti vengano rimossi: la raccolta differenziata non si fa lasciando proliferare i mercatini della monnezza.”

 

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