L’estate tarantina: gusto, arte e natura

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E’ arrivata l’estate, calda, assolata, umida a volte appiccicosa, ma è pur sempre la stagione del divertimento, del mare, del sole, dello stare in compagnia e delle mille attività. Quest’anno sembra che l’estate tarantina prometta bene, oltre le più rosee previsioni, merito di una rinnovata voglia di migliorare questa terra, che in passato ha sofferto dell’abbandono da parte del turismo organizzato, e che invece ora ha voglia di rivalsa. Una terra, quella della provincia di Taranto, che quest’anno offrirà attrattive di ogni genere. A cominciare con l’originale proposta della “Crociera del mediterraneo”, una bizzarra crociera in barca a vela, tra Taranto e Santa Maria di Leuca, alla scoperta del Golfo di Taranto, tra le provincie di Taranto e Lecce. L’itinerario, che si snoda per sette giorni, con partenza e ritorno a Taranto, sta già attirando numerosi turisti intenti a riscoprire le bellezze dei paesaggi del Golfo di Taranto. E poi in provincia non mancano numerose attività culturali ormai consolidatesi nel tempo, come il Festival internazionale della chitarra di Mottola, giunto alla 24esima edizione, che ha nel suo direttore artistico, il professore Michele Libraro, l’artefice primo del grande successo. Questo è ormai un appuntamento culturale fisso del luglio mottolese, in grado non solo di conferire alla cittadina una precisa identità culturale, ma è anche in grado di portare a sé tutti i più grandi chitarristi del pianeta. E di eccellenza in eccellenza come non parlare del Festival della Valle d’Itria, che si tiene a Martina Franca sempre nel mese di luglio? Un’ondata di turisti è pronta a invadere la bella cittadina barocca, da sempre terra di grossi fermenti quando si parla di Arte con la A maiuscola. Ma questa è anche terra di buona cucina, di sapori divini, di sagre che non mancano mai. Tra le più attese, la sagra da Far’Nedd a Castellaneta, la più grande d’Italia, che si snoda tra gli oltre 2 km del borgo antico; e poi quella della carne al fornello di Mottola; o ancora quella della Zucca gialla a Crispiano. Tutte rigorosamente nel mese di Agosto. Ma la provincia di Taranto è anche terra dall’enorme patrimonio naturalistico, e allora in questo senso diventano di fondamentale importanza le gravine e il ricco patrimonio rupestre, che da Laterza a Grottaglie offre scorci mozzafiato. Si rimane incantati per la Gravina della Madonna della Scala a Massafra; o per le profondità siderali che raggiunge quella altrettanto imponente di Palagianello. Ma non manca la movida notturna, appannaggio soprattutto della fascia occidentale dell’arco jonico tarantino. La capitale della movida notturna è dunque Castellaneta Marina, con le sue discoteche, con i suoi locali all’aperto, che è in grado di ospitare i giovani che vogliono divertirsi nella calde serate estive. Ma l’intrattenimento investe anche il lato cinematografico dell’arte, e non solo perché Taranto e provincia sono ormai mete fisse per le produzioni cinematografiche nazionali e internazionali, ma perché sono numerose, per non dire molteplici le rassegne cinematografiche dedicate a questo o a quell’altro genere, e quelle che trattano più da vicino quella che è la storia del nostro cinema nazionale. Massafra, ad esempio, è ricca di queste attività, di queste rassegne cinematografiche, che inserite nel contesto del suo splendido centro storico, sembrano riscuotere un grosso successo. E per una provincia che vuol vivere di turismo non può mancare la fascia costiera, con i suoi 140 km di costa. L’incantevole mare che bagna la provincia è invaso dai turisti affascinati dai colori cristallini dell’acqua, dalle enormi distese sabbiose nella fascia occidentale e dagli scogli e dal selvaggio mare della fascia orientale, quella alta e scogliosa. La fascia occidentale, quella che va da Ginosa Marina alle porte di Taranto, è quella turisticamente più sviluppata e attrezzata. Da anni le Marine di Ginosa e Castellaneta ricevono la Bandiera Blu, per la qualità dei loro servizi, oltre che per la salubrità dell’aria e la pulizia del mare. Riva dei Tessali, tra le due Marine sopra citate, gode di un camping attrezzato con mille comodità, un esteso campo di golf e una pineta fitta e selvaggia, ideale per il contatto con la natura. E poi c’è Chiatona, divisa equamente tra i comuni di Palagiano e Massafra, sempre molto frequentata nei periodi centrali della bella stagione. Al di là di Taranto si estende invece la fascia orientale dell’arco jonico tarantino, che ha posti incantevoli, come Campomarino, Lido Silvana, Lido Bruno, Gandoli, ed è organizzata in accoglienti strutture balneari e sportive. Ma le regine del turismo in provincia, rimangono Mottola e soprattutto Martina Franca, e non solo per la salubrità dell’aria, per la lontananza dall’Ilva, o per l’altura abbastanza elevata; bensì perché entrambe le cittadine hanno saputo creare una concreta politica turistica ben più efficace dei paesi limitrofi. Una politica che è riuscita a sfruttare al meglio l’enorme patrimonio storico-artistico-naturalistico da sempre prerogativa di entrambi i comuni. Mottola è rinomata per le sue chiese rupestri, per i suoi agriturismi a stretto contatto con la natura, oltre che per la sua posizione che le ha fatto assumere il soprannome di “spia dello Jonio”; Martina invece viene apprezzata per i suoi fantastici Trulli, oltre che per il suo “barocchismo” davvero luminoso e scintillante. Insomma che dire, quello appena scritto sembra quasi uno spot per tessere le lodi della provincia di Taranto. Quasi come se fosse una pubblicità. Ma la pubblicità tante volte è ingannevole, racconta frottole e baggianate. Quello che ho detto invece, è tutto vero, perché la nostra è una provincia bella, luminosa,ospitale, dal clima dolce, che offre mille attività, mille svaghi, mille interessi e mille divertimenti. Il Mostro dell’Ilva, il degrado sociale di alcune zone e altri decennali problemi, non devono far dimenticare che la nostra provincia è anche patrimonio naturalistico,storico, artistico, culturale e che come tale deve essere sviluppata, perché questa è una terra che merita di essere apprezzata per le sue ricchezze e non per le sue carenze. Una terra, che sia pur tra mille problematiche ( e chi non ne ha!) non è assolutamente seconda a nessuna, né il capoluogo, con quel castello, quel mare, quel centro storico; né tanto meno il suo entroterra, ricco dei colori e dei sapori della Murgia che degrada verso il mare, verso quello Jonio, che è il simbolo di questa terra.

Domenico Palattella

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