Lorenzoni e il Taranto. Folle amore

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Lorenzoni e il Taranto. Folle amore

Pierluigi, come giudica la partita del Taranto? “La squadra dopo essere passata in vantaggio, ha abbassato il baricentro, subendo passivamente il gioco dell’Andria.

A forza di subire è normale prendere gol. E’ evidente che la squadra non ha una mentalità vincente, si chiude a riccio cercando un possibile contropiede; la partita poteva finire anche in parità ma il vero problema e che non gioca a calcio.
Stranamente, dopo aver preso il secondo gol, la squadra si espressa per quei 3-4 minuti volitiva nel gioco e sulle fasce, forse era per disperazione, ma se lo ha fatto, vuol dire che lo puo’ fare… e allora sorge una domanda: ‘Perché non lo fa per tutta la partita?’ Mi piacerebbe mi rispondessero i Mister. Se non hanno una risposta, credo sia giusto passare la mano ad altri colleghi, senza polemiche ma con dignità per il bene del TARANTO CALCIO”.

Nell’aria c’è una grande contestazione. Come si potrebbe risolvere e di chi sono le colpe? “Bella domanda: è troppo facile puntare il dito su qualcuno adesso; questa domanda mi è stata fatta mesi fa ed ho risposto tranquillamente. Ma alcuni suoi colleghi addolcivano la pillola: adesso li vedo in prima fila nella contestazione. Questo è sinonimo di ipocrisia o servilismo? Comunque Le rispondo lo stesso: è evidente, se diamo per scontato che l’attuale società non ha molta conoscenza ed esperienza calcistica e che la colpa non si possa esclusivamente dare alla Presidente. Fatta questa premessa, dico che forse ha ingenuamente sbagliato dando fiducia a persone che non si sono dimostrate all’altezza della situazione. E altrettanto vero che da agosto a oggi ci sono stati molti passaggi di personaggi scelti dalla stessa Presidente. Quando 2 anni fa ho fatto il D.S Sportivo in serie B a Malta ho sfiorato la promozione in serie A, nella stagione successiva in estate quando mi sono reso conto che la società non seguiva il mio pensiero, ho salutato tutti. Questo non è avvenuto nel TARANTO, questa chiarezza lavorativa secondo il mio parere non c’è mai stata”.
“. Se fosse il D.S. del Taranto, in tutta sincerità, a quale mister affiderebbe la squadra? “Questi sono momenti delicati e difficili, le scelte non si fanno per simpatia o per amicizia, lo si è già visto in questa stagione, le possibilità secondo il mio parere sono due, la prima è prendere un mister di esperienza. Con un’incognita che non conoscendo la piazza potrebbe avere grosse difficoltà, la seconda è prendere un mister che conosce bene la società. Se ragioniamo per meriti e per la storia degli ultimi tempi, abbiamo un mister che si chiama Michele Cazzarò, i fatti gli danno ragione, due anni fa è stato chiamato a curare il ”malato’ e ha fatto bene, l’anno scorso idem, non ci dimentichiamo che ci ha portato ai play-off e di conseguenza in lega Pro, il calcio è sempre uguale o in serie D o in lega Pro o in serie A. Oltre ai meriti e una persona che sa dare tranquillità all’ambiente e poi è Tarantino doc”.
Ma Cazzarò non è abilitato… “Certo ma nemmeno il mister attuale”.

Come giudica la campagna acquisti? “Ho già risposto a questa domanda, in sintesi, secondo il mio parere, la squadra non si è rafforzata, comunque ha nelle corde la salvezza, in questo momento ha un gioco con il freno a mano. ”
Ci sono giocatori contestati, tipo Magnaghi. Che giudizio di può dare su questo giocatore? “Il ruolo del centravanti è sempre stato gioia e dolori, i tifosi hanno Il diritto poiché pagano il biglietto di esprimere le loro opinioni, se facciamo una tranquilla analisi del giocatore, non puo’ essere di colpo diventato ”brocco”. Il gioco che esprime il TARANTO secondo il mio parere non lo mette in condizione di esprimere le sue qualità è costretto a giocare di spalle alla porta, non arriva un cross dalle fasce, un passaggio nelle ‘finestre’, diciamoci la verità in questa squadra è difficile segnare anche con le mani, inoltre questo ragazzo sente il peso della contestazione, non dimentichiamoci il centravanti della Roma, l’anno scorso con un gioco diverso non faceva gol nemmeno a porta vuota, quest’anno cambiando gli schemi di gioco e capocannoniere”. Quindi, che fare? “Ripeto in questi momenti difficili e delicati bisogna tutti unirsi con umiltà e con i cambiamenti giusti; il pallino passa in mano alla Presidente. S. F.T.

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