Nel pomeriggio di oggi, si è tenuta la conferenza del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti.

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  1. A dare il via alla conferenza è stato Michele Riondino, che ci ha tenuto particolarmente a precisare la posizione del Comitato, sulla scelta di alcuni suoi membri, di entrare nelle liste del candidato Sindaco per il gruppo MS5, Francesco Nevoli: “ Il nostro è un comitato di cittadini e lavoratori, che non fa altro che vigilare, osservare ed informare la cittadinanza, su ciò che succede. La nostra è politica, nessuno deve stupirsi che oggi il comitato, abbia trovato durante il percorso, un soggetto politico che si è dimostrato un interlocutore interessante e interessato a quello che abbiamo sempre voluto dire.”  Michele Riondino, ha però aggiunto, che la scelta è stata dei singoli, e non del Comitato, che continuerà quindi nella sua attività di vigilanza e denuncia, sul territorio.  Ha precisato, inoltre, che proprio per la partecipazione a queste elezioni, di alcuni suoi componenti, non hanno voluto organizzare quest’anno il concerto dell’1 maggio, perché la manifestazione resti della città, e non diventi un’occasione di speculazione politica.

Altro tema cardine della conferenza è stato poi il porto, l’attuale monopolizzazione da parte di Eni, Ilva e Cementir. Mimmo Battista ha parlato di una vittoria storica per il Comitato, che aveva segnalato con due lettere inviate all’Autorità portuale, le proprie perplessità e la preoccupazione sul rinnovo richiesto nel 2005 dalla Cementir, all’Autorità portuale di Taranto, per operare altri 30 anni (con una prima concessione ventennale rilasciata nel 1976) su un’aera che necessitava di essere resa pubblica, considerata l’importanza strategica per l’intermodalità a cui si presta quell’area del porto, a seguito di possibili futuri investimenti.

Nella lettera, spiega Mimmo Battista, si chiedeva all’Autorità portuale se la Cementir avesse, in questi 20 anni, rispettato i termini della concessione, provvedendo alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree,e se avesse  rispettato l’impegno all’escavazione periodica degli specchi acquei antistanti.

L’Autorità portuale ha accolto parzialmente le osservazioni del Comitato, disponendo che l’area segnalata, venga restituita al pubblico uso, e non ad uso esclusivo della Cementir, che dovrà impegnarsi  a sue spese, nell’esecuzione degli interventi atti alla manutenzione e ripristino strutturale.

Resta il nodo ambientale – su cui il comitato si sta impegnando – e quello relativo alla concessione di un’area retrostante, che secondo quanto scritto nella lettera di risposta, dell’Autorità portuale, servirebbe ad ammortizzare economicamente gli impegni economici della Cementir, per il  ripristino dell’area resa pubblica.

Un accenno, infine, sull’accordo di risoluzione e il relativo acquisto delle gru, tra l’Autorità portuale e la TCT, con la dismissione dell’area e l’abbandono conseguente di impianti non testati e probabilmente inutilizzabili. Questione su cui il comitato, ad oggi, si interroga.

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