“Non è vero nulla”: si difendono gli imputati della 20enne sequestrata

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“Non l’abbiamo né segregata, né costretta a prostituirsi”. Esordiscono così in tribunale i due fratelli di nazionalità macedone Kemal e Sudahan NUREDIN, rispettivamente di 37 e 39 anni e una 21enne di nazionalità rumena, Michaela Cristina BACIU, ritenuti responsabili di sequestro di persona e di induzione alla prostituzione con violenza e minaccia ai danni di una rumena di 20 anni.

Il caso vede imputati i tre, difesi dall’avvocato Fabrizio Lamanna, e vittima la giovane 20enne che, secondo l’accusa, avrebbe dovuto pagare almeno 5000 euro ai suoi aguzzini per riavere indietro la sua libertà.

Fu un ricovero della giovane vittima presso il pronto soccorso del Ss. Annunziata a far scattare le indagini, fino a quando una richiesta d’aiuto disperato al 113 non vide i poliziotti piombare in un appartamento del centro e scovare il luogo dove la giovane era segregata e martoriata da tempo.

Le prime rilevazioni consentirono di ripercorrere la vicenda ed arrivare ai moventi del sequestro, scoperti poi essere legati al saldamento di un presunto debito degli aguzzini, i quali volevano recuperare il denaro inducendo alla prostituzione la povera vittima.

Si attendono ovviamente nuovi sviluppi della vicenda che ha scosso la sensibilità di molti.

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