Nuova privatizzazione Ilva: Si o no?

0
990

A pochi giorni dal patteggiamento di Adriano Riva si era diffusa, nella mattinata di ieri, la notizia della cessione dell’Ilva al gruppo AncelorMittal Mercegaglia (La joint venture Am Investco Italy), preferendo questa, alla proposta della Compagnia indiana Jindal.

Nei giorni in cui avveniva il patteggiamento di Riva, si parlava di uno slittamento al 2018 della ri-privatizzazione dell’azienda siderurgica, per via del cosiddetto “fattore Bruxelles” , che aveva portato i 3 commissari straordinari dell’Ilva, Gnudi, Carruba, e Laghi, a chiedere ai due contendenti in gara il rinvio a marzo 2018, della procedura di acquisizione  (l’Unione europea, sulla procedura d’infrazione dell’Ilva, avviata nei confronti dell’Italia, aveva inviato in data 10 aprile una lettera ai due colossi – il cui contenuto è stato reso noto pochi giorni fa –  in cui avvertiva che in caso di superamento dei tetti Antitrust con l’acquisizione dell’Ilva, sarebbero state applicate misure pesanti quali il tagli della capacità produttiva, con conseguente perdita occupazionale).

A questo, si aggiungeva poi la dichiarazione del Commissario europeo per gli Affari economici e monetari della Ue, Pierre Moscovici che, secondo quanto riferito dall’associazione Peacelink – che si occupa da diversi anni del caso Ilva – faceva sapere, il 22 maggio, in una lettera di risposta ad Antonio Battaglia, portavoce presso le istituzioni europee, dell’associazione:  “ La procedura è ancora aperta e prende in esame l’attuale processo di privatizzazione ed il conseguente piano ambientale, che dovrebbe portare alla concessione di un nuovo permesso derivante dalla direttiva sulle emissioni industriali (Ied).

La proposta della Am Investco Italy – che avrebbe sigillato un consorzio con Banca Intesa San Paolo, e che dovrebbe partecipare al consorzio con una quota tra il 5 e il 10 % – supererebbe, con l’acquisizione dell’Ilva, il tetto europeo previsto dall’Antitrust, arrivando ad una quota di mercato superiore al 30% (la proposta prevede investimenti oltre i 2.3 miliardi oltre al prezzo d’acquisto, con l’obiettivo di produzione di 9.5 milioni di tonnellate di prodotti finiti e l’impegno a realizzare un centro di ricerca e sviluppo a Taranto e, di una cifra che pare si aggirerebbe a  1.8 miliardi, per rilevare gli assets del gruppo siderurgico, per il ristoro dei debiti Ilva).

Nel pomeriggio di ieri, infine, dal Mise (Ministero dello sviluppo economico) hanno puntualizzato che l’aggiudicazione dell’Ilva non è ancora avvenuta, precisando – fonte Ansa- che: “I commissari hanno presentato al Comitato di sorveglianza i risultati della gara e la loro proposta di aggiudicazione” e che entro martedì 30 maggio, alle ore 12.15, dopo le valutazioni delle proposte e l’incontro con i sindacati, comunicherà la propria decisione.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here