Operazione Fulmine: presi i quattro rapinatori seriali.

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Il Comando operativo dei Carabinieri di Manduria, coadiuvati dalla sezione di Fragagnano e di Lizzano, hanno posto agli arresti quattro soggetti di Lizzano,tutti pregiudicati, responsabili di 4 rapine negli ultimi mesi (due rapine consumate a danni dello stesso supermercato di Fragagnano, una a danno di un negozio di oggettistica gestito da cittadini cinesi, e una tentata rapina a danno della filiale della Bnl, di Lizzano).

Motolese Giuseppe, 28 anni, pregiudicato, con l’accusa di rapina aggravata, furto aggravato, tentata rapina.  Ritenuto responsabile delle quattro operazioni;

Mele Giuseppe, 26 anni, incensurato, con l’accusa di concorso in rapina aggravata per l’episodio del 6 aprile e di tentata rapina per l’episodio del 17 maggio;

Carlino Salvatore, 43 anni, pregiudicato, rapina aggravata per l’episodio del 26 aprile;

Carrieri Antonio, 37 anni pregiudicato, con l’accusa di concorso in rapina aggravata e furto aggravato per l’episodio del 13 febbraio.

La prima rapina, il 13 febbraio, era avvenuta a danno di un supermercato di Fragaganano, in cui Motolese Giuseppe e Carrieri Antonio, entravano con passamontagna nell’esercizio e minacciavano con un’arma il gestore, portando via contanti per la cifra di 1.950 euro. I due uomini avevano poi lasciato il supermercato, fuggendo con un’auto rubata poco prima in centro, e poi abbandonata.

La seconda rapina, avvenuta il 6 aprile, ai danni di un negozio di oggettistica, a Lizzano,  sarebbe stata commessa oltre che da Motolese Giuseppe, anche da Mele Giuseppe e sempre armati di pistola, portavano via la somma di 500 euro, allontanandosi a piedi, per poi salire a bordo dell’auto del primo.

In data 26 aprile, Motolese Giuseppe, questa volta con Mele Giuseppe, tornava al supermercato di Fragagnano per una seconda rapina, armato e con volto coperto, con un bottino di 400 euro, per darsi alla fuga con la Fiat Punto grigia.

Infine, in data 17 maggio, nel tentativo di rapina a danno della filiale Bnl di Lizzano, Motolese Giuseppe – che faceva da palo in questa operazione a Mele Giuseppe – coprendo il viso con un passamontagna, creava un diversivo per la direttrice e la guardia, agitando un taglierino e minacciando di aprire le porte della filiale. L’uomo, scoraggiato dalla guardia che lo avvertiva di aver chiamato il 112, si allontanava e, non accortosi delle telecamere di sorveglianza, scopriva il volto.

L’operazione dei Carabinieri denominata operazione “Fulmine”, ha portato all’arresto dei quattro uomini, grazie alla ricostruzione precisa e dettagliata attraverso l’analisi dei filmati, alle investigazioni relative alla targa dell’auto utilizzata per le rapine (la Fiat Punto grigia, intestata alla madre di Motolese Giuseppe, che nel primo caso di rapina, aveva momentaneamente abbandonato per il furto della Lancia Y, per poi riprenderla a rapina avvenuta), le analisi antropometriche del comando dei Carabinieri di Taranto e le testimonianze, che hanno infine consentito una ricostruzione dei fatti, piena e precisa.

Nel corso delle operazioni, i Carabinieri hanno rinvenuto poi una caccia cane, pistola a salve calibro 8, modificata abilmente da Motolese Giuseppe, e utilizzata nelle rapine.

I quattro uomini sono stati condotti nel Carcere di Taranto, su richiesta del gip di Taranto Giuseppe Tommasino e della dr.ssa Maria Grazia Anastasia.

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