Operazione “Impresa”: gli esiti del colpo ad una frangia della sacra corona unita

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L’ordinanza cautelare rappresenta l’epilogo di una complessa attività d’indagine condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Taranto sotto la direzione della D.D.A. di Lecce, avente ad oggetto un’associazione di stampo mafioso, qualificabile secondo quanto riportato dalla Questura come frangia della Sacra Corona Unita, operante sul versante orientale della provincia, con tre diverse ma collegate articolazioni sull’asse San Giorgio Jonico – Manduria, in collegamento con Grottaglie e sui centri di Manduria e Sava.

Avvalendosi della forza di intimidazione, della capacità di controllo del territorio, l’organizzazione – promossa ed organizzata dagli indagati Campeggio Antonio, D’ Amore Francesco, Buccoliero Giuseppe, alias “Peppolino capone” (anche in collegamento con il noto esponente della s.c.u. Lorusso Alberto) –  si sarebbe imposta su soggetti facenti parte del mondo dell’imprenditoria, del commercio e della politica locale, commettendo una pluralità di delitti di estorsione, riciclaggio di merce rubata , scambio elettorale–mafioso, riuscendo pure ad acquisire direttamente ed indirettamente la gestione ed il controllo di attività economiche, come nel settore dei lavori pubblici, del movimento terra, delle associazioni del servizio 118 (in Manduria, Avetrana, Faggiano, Pulsano e San Giorgio Jonico) e della ristorazione.

Un importante contributo sarebbe derivato dalle attività d’intercettazione, i cui contenuti sarebbero risultati nella maggior parte dei casi facilmente intellegibili e apertamente dichiaranti azioni criminali già compiute e rivelazioni riguardo l’appartenenza al clan. 

Sarebbero risultati numerosi gli episodi di estorsione e le spedizioni punitive poste in essere dal gruppo di indagati al fine probabilmente di rafforzare l’egemonia e l’attività dell’associazione.

A dimostrare la potenzialità del gruppo sarebbero state anche la disponibilità di armi da fuoco, occultate e tenute in luogo di deposito e la coltivazione ed illecita detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina, eroina e marijuana con Campeggio Antonio e Lorusso Daniele in qualità di promotori, dirigenti, organizzatori, mentre gli altri (fra cui Soloperto Oronzo e Trombacca Leonardo, anche loro attinti da misura in carcere) di meri partecipi.  

Tra gli altri capi d’accusa vi sarebbero:

Riciclaggio, riferito a capi di abbigliamento per un valore di centocinquantamila euro da pagare in denaro contante e di cui il clan avrebbe ostacolato l’identificazione della stessa merce, occupandosi poi del suo smistamento, commercializzazione, trasferimento e sostituzione, il tutto in nero e senza fatture.

Concorso esterno in associazione mafiosa, riferito all’attuale sindaco di Avetrana che risulterebbe coinvolto nel favoreggiamento all’espansione del clan, coinvolgendo esso a quanto pare all’interno di attività di soccorso del 118. Nel medesimo contesto si leggerebbe pure l’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche di cui sarebbe accusato l’indagato Trombacca Leonardo (destinatario della misura in carcere). Egli, in concorso con altri, avrebbe intestato fittiziamente la titolarità dell’ Associazione “Manduria-Soccorso” a terzi  al fine di poter partecipare alla gara d’appalto per l’assegnazione della postazione 118 di Avetrana (in effetti assegnata), ottenendo a quanto pare dalla convenzione con l’ Azienda Sanitaria locale di Taranto e dalla Regione Puglia la somma di 157.730,00 euro, la stessa che secondo le indagini sarebbe servita al clan per il finanziamento di diverse attività.

L’organizzazione mafiosa inoltre avrebbe procurato voti ad esponenti politici ad essa vicini, nell’aspettativa di ricevere in cambio favori e appalti pubblici, in particolare in occasione della competizione elettorale comunale di Manduria, per la elezione diretta ·del sindaco e del consiglio comunale, tenutasi nel Maggio – Giugno del 2013.

Destinatari della misura cautelare degli arresti domiciliari per corruzione aggravata, sarebbero risultati anche il sindaco ed ex vice sindaco del comune di Erchie (BR) i quali sarebbero accusati di aver ottenuto imponenti tangenti col compito di assegnare futuri appalti di opere pubbliche ad aziende legate al clan oltre ad altri atti contrari ai doveri d’ufficio.

Estorsione aggravata sarebbe invece l’accusa mossa a Pedone Pasquale, a sua volta destinatario anche della misura in carcere per concorso esterno, per aver imposto con minaccia, stando alle indagini, l’assegnazione di lavori di movimento terra  attraverso un nolo mezzi e distacco operai da parte di un’impresa impegnata nella realizzazione della nuova rete idrica di alimentazione di acqua potabile per i comuni di Pulsano, Leporano e rispettive Marine, opere appaltate dall’Acquedotto Pugliese di Bari S.p.A. per un importo di euro 9.939.196,24.

Più recente risulterebbe l’ipotesi di corruzione contestata all’indagato Pitardi Giorgio in concorso con Rossano Massimiliano (destinatari rispettivamente della misura degli arresti domiciliari e della misura cautelare in carcere).  Quest’ultimo, già coinvolto in ipotesi di tentata estorsione unitamente al Campeggio ed altri e successivamente divenuto assessore allo Sport, Spettacolo, Turismo, Tempo Libero del Comune di Manduria, dietro la promessa di denaro, avrebbe messo al servizio del Pitardi (legale rappresentante di una ditta di Sport) la propria pubblica funzione in relazione all’affidamento diretto dei lavori di messa a norma dell’ area “pista di pattinaggio”del Centro Sportivo Polivalente di Manduria, in vista del 3° trofeo regionale polisportive giovanili salesiani “Pattini Tricolore” previsto nel giugno 2016.

Finisce così un’intensa operazione della Polizia di Stato atta a contrastare fenomeni mafiosi che a quanto riporterebbero le indagini risulterebbero ancora realtà del nostro territorio.

 

 

 

 

 

 

 

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