Personaggio mitico di Taranto:  Marc’ Poll’

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fb_img_1482161072037Per le festività natalizie, ritengo di farvi dono con uno dei miei scritti. Siete davvero tanti e non so come facciate a sopportarmi. Per cui, meglio un pezzo di storia della nostra città, qualcuno dimenticato troppo in fretta… Buona lettura

In ogni città vengono annoverati alcuni personaggi caratteristici, capaci di esser per strada in qualunque ora, sempre disponibili al dialogo, stupendamente fantasiosi. Voglio raccontarvi, in questo scritto, le gesta di un uomo eretto a simbolo della città, colonna delle due vie da passeggio del centro di Taranto, via D’Aquino e via Di Palma,  venditore di buste chiamate “fortunello”. In esse vi erano, precompilate, le schedine della Sisal, del Totocalcio e del Totip.  Il suo soprannome era ‘Marc Poll’, di origini napoletane, nato alla fine del’800, morto a metà degli anni 80.  Divenne famoso negli anni cinquanta ma chi lo ricorda meglio, sono i giovani degli anni settanta, periodo in cui, ormai anziano, l’uomo-busta aveva coniato delle frasi caratteristiche che ripeteva ogni volta ne avesse l’occasione.  L’immagine che abbiamo nei nostri occhi, è di un uomo piccolo e curvo, sempre in giacca e cravatta, dal passo lento che ricordava le processioni della settimana santa. “A uè mo’… a busta?”, soleva ripetere, soprattutto quando vedeva una bella donna. In fondo, si divertiva: lo ricordiamo ridere a crepapelle, quando incrociava gli sguardi smarriti dei marinai o dei turisti, che affollavano il centro cittadino.  Il suo nome originale era Amedeo Orolla,  ed era divenuto per tutti Marc Poll, in ricordo della nave della Marina Militare denominata Marco Polo,  sulla quale aveva fatto il servizio militare suo padre e del quale  narrava storie sempre ritoccate, col trascorrere degli anni, atte a far sembrare il genitore una sorta di eroe. In verità, il Marco Polo, entrato in servizio a Napoli  il 21 luglio 1894, era un incrociatore, nato dallo scafo di una nave della classe “Etna”, successivamente modificato, al fine di risparmiare tempo per ottenere il primo incrociatore corazzato della Regia Marina, con nuova elaborazione del progetto originale, i cui risultati erano stati piuttosto deludenti, in contraddizione a quel che narrava Amedeo, in arte Marc Poll. La rielaborazione del progetto, praticamente la conversione da incrociatore protetto a incrociatore corazzato, non permise al Marco Polo di essere un’unità efficiente, risultando un tipo di imbarcazione ibridamarc-poll2. Questo fa comprendere, ancor di più, la genuinità di un ragazzo “alla buona”, cresciuto col mito del padre, sempre lontano da casa, per lui un eroe del mare. Marc Poll aveva un viso rugoso la cui età era indefinibile. Si diceva che  i suoi guadagni, ad ogni fine giornata, finissero nelle tasche di sua sorella. Pare che la signora in questione, vedova, riuscisse a portare decentemente avanti una famiglia numerosa con queste continue donazioni dell’uomo. Marc Poll è stato il simbolo di un periodo in cui molta gente, figlia di una guerra mai finita in una città di mare come Taranto, aveva addosso le ferite dell’epoca e che cercava di sbarcare il lunario in qualunque modo possibile e fantasioso, cercando di essere comico, suscitando l’ilarità nel prossimo. Si narra che, dalle sue buste, più di qualche tarantino sia divenuto milionario ma non vi è nessun ricordo particolare di ricompense da parte dei vincitori, se non qualche regalia, al massimo alcune migliaia di lire. Marc Poll, col suo sorriso sgangherato, ti metteva di buon umore. Dalla sua bocca, spesso proferiva delle frasi colorite ad indirizzo dei politici dell’epoca. Ci sarebbe piaciuto vederlo in questo periodo, mentre Taranto e il suo centro sono sempre più decadenti. Chissà cosa avrebbe potuto gridare: di sicuro non sarebbe stato “dolce di sale” con i politici, da lui sempre sottostimati. All’inizio degli anni 80, ormai ottantenne, fu ricoverato in una casa di riposo del comune, sita in via delle Ceramiche, dove aveva la possibilità, da un balconcino, di affacciarsi e vedere il mare. Alla sua morte, fu organizzato un funerale di prima classe affinché tutti i cittadini potessero partecipare e serbarne un ricordo particolare. Restano di lui statuette, un busto, tante fotografie ma, soprattutto, la genuinità di un personaggio amato dal popolo che forse, ai giorni nostri, sarebbe impensabile poterlo vedere circolare liberamente. Amedeo Orolla, detto Marc Poll, resterà nei cuori di chi ha vissuto gli anni di quella Taranto delle “vasche” di via D’Aquino, dove la gente era serena e proiettata ad un futuro industriale, con la Marina Militare che simboleggiava la forza di una città sempre pronta a dare il suo apporto alla Nazione intera.

                                                                                   Francesco Leggieri

 

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