Politica – La dipartita di Guglielmo Minervini

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Molteplici le attestazioni d’affetto in ricordo del gentiluomo della politica pugliese

L’estremo saluto a un uomo gentile, coraggioso e volenteroso della politica pugliese; un uomo mite e silenzioso che sapeva farsi ascoltare e, al contempo, redigere e illustrare nuove idee atte a migliorare la società e la sua terra d’origine.

Guglielmo Minervini, classe 1961, scompare in una calda notte d’agosto, lasciando la moglie e due figli (Camilla e Nicolò) che, tra la costernazione e lo sgomento, hanno voluto salutarlo mediante una cerimonia privata.

Numerose le attestazioni d’affetto ricevute dalle molteplici figure politiche pugliesi (e non) che, nel corso degli anni, hanno affiancato e conosciuto il gentiluomo della politica pugliese.

La sua dipartita lascia un vuoto incolmabile, sebbene il suo silenzio e il suo modo di fare rappresenteranno sempre dei punti di riferimento comportamentali; senza dimenticare le sue idee e quanto, sino al suo ultimo giorno di vita terrena, ha concepito e concretizzato per i giovani, per la società e per la sua terra: la Puglia.

Un male inguaribile ha stroncato la sua esistenza, mentre, solo lo scorso 31 luglio, scriveva sulla sua pagina Facebook: “Ancora una volta la vita ti afferra in un’altra prova imprevista, dura ed esigente. L’affrontiamo col piglio di sempre. Fiducia nei medici, tenacia, resistenza, energia, i pilastri incrollabili di mia moglie e dei miei cari, gli affetti profondi e forti, tanta amicizia e la voglia di farcela senza mai perdere il senso anche dentro il mistero della malattia. Ci risentiamo tra un po’.Sicuro”; solo dopo pochi giorni, si apprende l’amara notizia.

Tra la commozione e il compianto riportiamo testualmente i saluti ufficiali di alcuni suoi colleghi.

Il parlamentare Dario Ginefra, ex collega di partito, scrive così sulla sua pagina Facebook: “Con la morte di Gu scompare una parte di quella Puglia che, per orgoglio del proprio lavoro, si era definita “migliore”. Per me un onore essere stato il suo segretario per qualche anno e aver avuto la possibilità con lui di confrontarmi e talvolta persino di scontrarmi, ma sempre con quel garbo che era la cifra di un uomo che, forte delle sue idee, non doveva urlare per farsi ascoltare. Ciao Guglielmo!”.

Sergio Blasi, ex Segretario regionale del Partito Democratico, ricorda così l’amico e collega in Consiglio regionale: “Oggi è una giornata triste per la politica perché perdiamo uno dei migliori, uno che quando diceva di fare politica per migliorare la vita delle persone, per servire la sua terra, diceva la verità. È morto Guglielmo, il ragazzo di Don Tonino, l’assessore dei giovani, di grandi e entusiasmanti battaglie per la Puglia. È morto l’uomo dei movimenti prestato alle istituzioni, un uomo che stava scomodo sulla sedia del potere, ma che sentiva la responsabilità di doverci essere. Perché la sua sola presenza nelle istituzioni testimoniava il fatto che la politica può essere davvero una cosa meravigliosa, può essere quel gentile moto di cambiamento e di giustizia da cui Guglielmo per tanti anni si è fatto guidare. Caro Guglielmo, hai reso migliore questa terra e noi oggi tributiamo al tuo impegno la nostra ammirazione. Nella vita, come nella politica, siamo di passaggio, e questo lo sapevi meglio di chiunque altro. La tua testimonianza, i tuoi risultati, restano nel cuore dei pugliesi e nella storia di questa terra, che hai amato sopra ogni cosa. Don Tonino parlava della politica come “mistica arte”, da praticare fuori dalle liturgie. Con il tuo nobile esempio, hai mostrato il significato di questa espressione. Ti saluto come appena ieri ci salutavi tu. Ci risentiamo tra un po’. Sicuro!”.

Infine, il saluto del Presidente di SEL, Nichi Vendola, il quale stila un lungo pensiero nei confronti dell’amico scomparso, ma che riassumiamo con queste chiare e semplici parole: “Guglielmo Minervini è stato l’uomo delle passioni eleganti, formato all’idea che la buona politica è innanzitutto pedagogia, apprendimento e insegnamento, curiosità e discernimento, conoscenza e condivisione: e negli ultimi anni, quando la malattia e il dolore hanno visitato la sua vita senza più abbandonarla, discutevamo molto della rapida agonia di quella politica che è servizio, sacrificio, talvolta martirioun pensiero intrinseco di pathos che, Vendola, conclude in questo modo – Ho scritto queste righe col cuore gonfio di rimpianto e di dolore e ora mi accorgo di qualcosa di stonato: parlare di Guglielmo al passato sembra un paradosso o un errore, perché lui è sempre stato un uomo del futuro. Allora forse vale la pena ricordare che la sua semina continuerà a dare frutti. Nessuno lo dimentichi: per noi Guglielmo ci sarà sempre. Lo cercheremo, lo aspetteremo”.

Eleonora Boccuni

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