Profondo rossoblù

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Profondo rossoblù. Il Taranto che ha dimenticato come si vince, non poteva ritrovare i tre punti giusto al cospetto di una delle pretendenti al salto in B, per come questo Lecce è stato costruito. Tifosi e pubblico serale hanno, però, ancora una volta una manifestato vicinanza alla squadra.

Taranto, questione di testa e qualità, sta conoscendo la sua dimensione, nonostante l’impegno del tecnico Fabio Prosperi (sette gare e tre punti, un altro pugno di partite a questo ritmo e addio alla Lega Pro con anticipo) e dei suoi uomini che nella ripresa del match contro i cugini giallorossi hanno avuto una reazione di orgoglio.

C’è un gol non assegnato al Taranto, una clamorosoa svista. L’episodio, però, non deve essere la pagliuzza nell’occhio che non fa vedere quali siano gli altri problemi messi a nudo dalle scelte del tecnico rossoblù. Così così Stendardo, che non poteva essere la medicina per guarire il mal di gol (incassati). Come lui, ieri sera, De Giorgi, Pambianchi, Lo Sicco e Paolucci; insufficienti gli altri.

E adesso di corsa ai ripari. Rivoluzione ragionata obbligatoria. Impegnare gli uomini tatticamente più funzionali al progetto-salvezza, dare al tecnico ancora un’occasione di riscatto. Ma attenzione, i bonus stanno per scadere e gennaio, per trovare una paio di ricostituenti in circolazione, è ancora lontano. Troppo lontano.

                                                                                           La Direzione

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