Riduzione e ulteriore slittamento degli assegni di cura per malati di SLA e gravi. Interrogazione urgente a Emiliano.

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Riferite dal consigliere Regionale Renato Perrini (Dit) i primi disagi della famiglie con persone affette da SLA e malattie gravi, dopo che con un decreto furono diminuite le risorse a cui le stesse potevano attingere.

Parliamo del Decreto Interministeriale per il FNA 2016, che aveva tra l’altro esteso la categoria degli aventi diritto con una conseguente estensione anche della ripartizione degli stessi fondi. Nello specifico, la nostra Regione si adattò al decreto emanando una delibera (la n.1430 dello scorso 13 settembre) con cui la giunta sospese temporaneamente, a partire dal 20 settembre scorso, la presentazione delle istanze per l’accesso al contributo destinato specificamente ai malati di SLA/SMA.

Così, Perrini nel denunciare la situazione, riporta la testimonianza di una famiglia tarantina:

“La Regione Puglia gioca sulla pelle dei malati di Sla e dei malati gravi, riducendo l’assegno di cura e slittando i pagamenti degli ultimi due mesi e dei mesi estivi. La notizia mi è stata riferita da una mamma tarantina, che accudisce il figlio malato di 12 anni, e che ogni giorno affronta disagi su disagi”.

“Lo scorso 21 giugno – continua l’invettiva del consigliere –  le associazioni dei malati hanno partecipato ad un tavolo programmatico dal quale sono usciti rammaricati e sconcertati per le decisioni prese dalla Regione Puglia e che penalizzano le famiglie”.

Qui si riferisce al fatto che dai 1100 euro destinati a famiglia si è passati ad una riduzione di 800- 900 -1000 a seconda dei requisiti.

“[…] Dal tavolo è emerso anche che le procedure devono partire ex novo, e dunque quasi certamente i malati non percepiranno l’assegno almeno per i mesi di maggio e giugno 2017 (mesi già maturati). A questo si aggiunge che la presentazione delle nuove domande andrebbe dal 15 luglio al 15 settembre, nel pieno del periodo estivo, e questo determinerà una maggiore difficoltà nell’organizzazione della documentazione necessaria e quindi uno slittamento dell’assegno di almeno un altro bimestre. Siamo alla follia pura. Come faranno malati e famiglie a reperire il denaro per le cure necessarie? Come faranno a pagarsi le trasferte dei prossimi mesi? La Regione si è giustificata riconducendo il tutto ad un sentenza che impone alla Regione di stanziare l’assegno di cura anche ai pazienti affetti da altre malattie degenerative e quindi di equiparare le risorse. Ma la verità è che già nel 2016 ben sapeva che il bubbone sarebbe scoppiato quest’anno, ma nulla ha fatto per trovare i fondi aggiuntivi necessari ad arginare il disagio che oggi si è venuto a creare”.

Perrini conclude così la sua invettiva promettendo di presentare un’interrogazione urgente al Presidente Emiliano in merito alla questione.

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