Rumeni in Alenia a Grottaglie: scoppia la polemica su Facebook

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Il tam tam è stato immediato, e la polemica inevitabile. Stiamo parlando del caso dei 100 lavoratori interinali assunti recentemente da Alenia, che ha fatto esplodere sul web e i social network (da Facebook a Twitter) una vera e propria polemica.

In un periodo di precarietà del lavoro (quando c’è), venire a conoscenza di questa notizia non ha fatto di certo piacere, soprattutto in quel di Grottaglie dove la disoccupazione giovanile è ormai pane quotidiano. Molti sono stati i commenti di sgomento e indignazione verso Alenia. Tra chi l’ha  accusata di assumere solo tramite rapporti di parentela e “raccomandazioni”, e chi ha parlato di “mazzette” da consegnare per entrare in azienda, tutti si sono chiesti perché assumere operai rumeni? L’azienda si è difesa spiegando che si tratta di “operai specializzati la cui expertise non è facilmente reperibile in tempi stretti a Grottaglie e in Puglia”. Tale soluzione, in realtà, è stata adottata da Alenia già da tre anni con l’assunzione di operai e tecnici rumeni, tramite agenzie interinali, negli stabilimenti di Venegono e Foggia. Ovviamente, la polemica ha puntato i suoi riflettori sul fatto che Alenia (azienda italiana) sia dovuta ricorrere a manodopera straniera, poiché in Puglia non riesce a trovare la maestranza adatta. In una regione con un tasso di disoccupazione al 20% la cosa, poi, è ancora più anomala.

Il problema allora è la formazione dei giovani del luogo, che evidentemente non soddisfa le richieste di Alenia, eppure gli istituti tecnici non mancano (a Brindisi e Francavilla Fontana, per esempio). Forse è arrivato il momento che Regione Puglia e Provincia di Taranto si diano una bella svegliata, perché tocca a loro soddisfare le richieste di formazione, tramite corsi di formazione e compagnia bella.

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