Sequestrata e costretta a prostituirsi, dopo mesi di agonia arrestati gli aguzzini

0
510

Alle prime ore di questa mattina, gli Agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Borgo avrebbero eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due fratelli di nazionalità macedone ossia Nuredin Kemal, Nuredin Sudahan rispettivamente di 37 e 39 anni e di una 21enne di nazionalità rumena Baciu Michaela Cristina ritenuti responsabili in concorso tra loro dei reati di sequestro di persona, e di induzione alla prostituzione con violenza e minaccia.

Le indagini dei poliziotti sarebbero iniziate circa 2 mesi fa, quando una giovanissima donna rumena era giunta in ospedale per un malore.  In quel frangente gli investigatori avrebbero accertato che il ricovero della 20enne presso il pronto soccorso era dovuto alle sempre più insistenti minacce e pressioni dei due fratelli di nazionalità macedone, che volevano costringerla alla prostituzione.

La vicenda fortunatamente avrebbe avuto un’improvvisa accelerazione, quando il 17 maggio scorso a seguito di una richiesta di aiuto giunta in sala operativa, gli agenti sarebbero intervenuti in un appartamento del centro cittadino all’interno del quale avrebbero trovato segregata proprio la giovane rumena.

Dalla sua successiva denuncia i poliziotti sarebbero riusciti a far luce sull’intera vicenda, caratterizzata da continue violenze e minacce dei due fratelli macedoni e della 21enne connazionale, i quali per indurla alla prostituzione avrebbero deciso di sequestra in casa. Dal racconto della donna si sarebbe appreso poi che gli aguzzini avrebbero preteso che si prostituisse per saldare un presunto debito e che affinché si arrivasse alla sua liberazione la giovane avrebbe dovuto versare una somma di 5.000 euro.

Nel corso della perquisizione all’interno dell’appartamento, gli agenti avrebbero anche ritrovato un gran numero di preservativi ed alcuni cellulari che ora sarebbero al vaglio degli inquirenti.

I tre pertanto oggi al termine delle formalità di rito sarebbero stati accompagnati presso la locale Casa Circondariale accusati dei crimini sopracitati.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here