SINDACO, HAI VISTO UN ALTRO FILM

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stefano“Vivibilità, Taranto fanalino di coda, Stefano orgoglioso”

Orgoglioso della città. Non siamo ultimi in Puglia. Il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, si consola con due considerazioni. Padrone di farlo, ma non di raccontarcelo. La città, classifica del Sole 24 ore, conferma: Taranto, per vivibilità, è fanalino di coda in compagnia di un pugno di altre città del Sud. È 105ma, non c’è da stare allegri. Ha guadagnato due misere posizioni rispetto alla precedente graduatoria e di questo nessuno se n’è accorto. Stefano dovrebbe vivere un po’ di più la città, non solo nel tratto di strada che separa casa sua dalla casa dei tarantini, il Comune. Se si fermasse a parlare con qualche tarantino, che non fosse ferrivecchi, cooperativa sociale, extracomunitario che per ore mette il lucchetto al Ponte girevole, si accorgerebbe che quello appena visto e raccontato con parole sue, è un altro film. Il sindaco che non presenzia, ma scrive, lettere a non finire: così saranno ricordati i dieci anni di governo a Palazzo di città. Sarà ricordato per i rimpasti, di giorni sguarniti da giunte, di conticini da massaia per far quadrare i numeri in Consiglio. Stendiamo un pietoso velo sui consiglieri, su quelli che da anni gli urlano “devi andare a casa!” e quelli che escono dall’emiciclo per far mancare il numero legale alle sedute consiliari. Succede in tutta Italia, perché proprio a Taranto, sindaco e Consiglio dovrebbero abbandonare la poltrona? Stefano non circola, non partecipa, non incontra. Dopo attriti con manifestanti a vario titolo, ha voluto un posto di Polizia locale. Si è definitivamente arroccato, buttato le chiavi della sua stanza. Non entra nessuno, se non qualche dirigente con un duplicato e più incarichi. E quel paio di assessori che sposta da un posticino all’altro come fossero birilli del Gioco dell’oca. In Consiglio lo vedono col binocolo. Nella vicenda Ilva, idem: nessuno ricorda nei momenti più caldi della vicenda siderurgica che Ippazio si sia presentato davanti a una portineria o di una scuola dei Tamburi per manifestare vicinanza a dipendenti, residenti, genitori e bambini del quartiere. Vengono congelati milioni per le prime opere di bonifica e il primo cittadino scrive a Roma. Escono i dati sull’inquinamento e scrive, tira vento e scrive, arriva il Natale e scrive. Come quei tarantini che chiedono in regalo un futuro sereno e non un 2017 povero e agitato come quello ai titoli di coda. Basta spostarsi in provincia, cittadine illuminate a festa, vivono come possono il Natale. Taranto è in coma, via Principe Amedeo è spenta, lo stesso via Anfiteatro, la città è senza controllo. Siamo in coda, come nelle considerazioni del Governo centrale (Renzi, Gentiloni, non cambia). E il sindaco è orgoglioso dei suoi concittadini. Forse perché non reagiscono, non hanno più la forza. È orgoglioso di non essere ultimo in Puglia. Evidentemente interessa il primato condominiale. Ma almeno prendesse parte alle assemblee.

                           U’ Tarandine

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